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Scandalo rifiuti a Palaia: ad alcuni cittadini allarmati il Comune aveva risposto “è tutto in regola”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Il Comune di Palaia all'indomani del 13 settembre u.s. si è risvegliato colpito da un vergognoso scandalo che lo vede al centro, assieme ai Comuni limitrofi di Peccioli e Montaione, di un'inchiesta svolta dalla Magistratura e dalla Guardia di Finanza di Firenze, sullo spandimento illecito di fanghi nocivi, civili e industriali, usati come fertilizzanti su terreni di aziende agricole in zone ad elevata vocazione paesaggistica e con forti connotati di tutela ambientale.

Il gruppo consiliare di opposizione "Cambiare in Comune", nei giorni precedenti al verificarsi di tale terremoto, venuto a conoscenza dell'imminente spandimento dei suddetti fanghi in località Pianello - fraz. di Montefoscoli (prossimo bersaglio della Società DC Green srl i cui titolari, ora agli arresti domiciliari, risultano iscritti nel registro degli indagati) aveva fatto richiesta all'Amministrazione Comunale di tutta documentazione afferente tale autorizzazione, a partire dalla domanda presentata allo sportello SUAP e soprattutto la richiesta e l'eventuale rilascio dell'autorizzazione ai fini del Vincolo Idrogeologico, essendo i terreni preposti allo spandimento dei fanghi situati in zona soggetta a tale vincolo.

Anche se, in via generale, le procedure autorizzative per questa tipologia di attività sono di competenza della Provincia, crediamo che una sorta di controllo debba giungere, e anzi sia doveroso, anche da parte del Comune nel cui ambito territoriale risultano in essere tali operazioni e quindi che la stessa Amministrazione Comunale non abbia un'adeguata conoscenza su situazioni delicate come queste, aventi ad oggetto la "salute e la salvaguardia" del proprio territorio e i rischi ambientali in cui lo stesso può incorrere, è un fatto inaccettabile e che deve far riflettere.

A poco serve correre ai ripari dichiarandosi parte lesa rispetto alla vicenda, con toni perplessi e indignati, quando dare compimento a concrete verifiche e opportuni controlli su ciò che veniva sparso nei terreni del proprio territorio era nelle piene facoltà, nonché nei doveri, dell'Amministrazione Comunale.

Purtroppo è anche da questa forma d'inadempienza che hanno ormai avuto origine situazioni di inquinamento di alcune zone agricole con gravi ripercussioni sul sistema ambientale; perché non ci dimentichiamo che se il pericolo di uno spandimento di tali fanghi è stato, al momento, scongiurato per l'anzidetta località di Pianello così non lo è stato per altre zone del Comune di Palaia, come ad esempio quella nei dintorni di San Gervasio, dove da alcuni anni un'azienda agricola locale, come riportato dall'inchiesta in corso, sta riversando sui propri appezzamenti di terreno fanghi altamente nocivi usati come fertilizzanti.

E non è detto che da questa indagine della Guardia di Finanza non saltino fuori anche altri casi.

La giustizia farà luce sulle responsabilità penali, e chi dovrà risponderne ne risponderà, ma la responsabilità politica di quanto accaduto non può essere attribuita a nessun altro se non alle Amministrazioni locali, Comunale e Provinciale.

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