Parco e piano strutturale, Del Torto (Pd): "Al sindaco serve una bussola"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Una bussola serve a capire dove si è e soprattutto dove si vuole andare. L’ impressione è che il Sindaco Conti abbia perso la bussola e si orienti solo guidato dalla (momentanea) vicinanza politica, guardando a Cascina ma dimenticando che esistono anche gli altri Comuni limitrofi; la conferma l’abbiamo avuta con l’attacco gratuito e sguaiato al Parco.

Il Comune di Pisa ha perso la bussola e non saranno alcune aiuole - peraltro realizzate con i fondi ed i progetti della precedente Giunta – a poter nascondere questa semplice, ma triste verità. Così un atto fondamentale come il piano strutturale è stato presentato in fretta e furia, svilendo non solo una reale partecipazione ma anche il ruolo del Consiglio Comunale pur di arrivare prima delle elezioni a Cascina. L’urbanistica è stata ridotta a sistemazione di preselle senza visione e unitarietà. Quando va bene si pensa a mettere qualche ponte, naturalmente senza aver pensato come ci si arriva ed a chi serve. Ma chi non è d’accordo sul fare un ponte in più o anche una pista ciclabile? Poi si vanno a cercare nuovi progetti, nuove costruzioni, magari si sistemano delle aree che hanno bisogno di interventi che diventano un titolo di giornale e così la comunicazione è fatta. Un ponte in più, una area da recuperare in meno e c’è pure la speranza che si possa ottenere consenso.

Contano più i tempi (finire prima del voto di Cascina), dei contenuti. Ecco le ricette della stagione leghista pisana: il vuoto infiocchettato di fiori appassiti.  E più di una polpetta avvelenata. L’asse Pisa Cascina (e lasciamo perdere i riferimenti tragici della storia), cioè est-ovest ci potrebbe pure stare, magari però se ragionato insieme alla direttrice nord-sud, quella cui si orientano anche le bussole peraltro…. E guarda caso sull’asse nord-sud, perpendicolare a quello est-ovest, cosa ci troviamo? Fra l’Aurelia ed il mare c’è il Parco, vittima dell’ultimo becero attacco di Conti, perché “pone vincoli”. Addirittura!?

Certo, perché non bastano le rotonde fiorite, la politica leghista, a tutti i livelli, ha bisogno di nemici. E questo attacco al Parco fa il paio con l’attacco agli organi istituzionali preposti all’ordine pubblico ed alla sicurezza del consigliere delegato del sindaco alla sicurezza, l’onorevole Ziello che da Montecitorio e da Cascina pensa di poter dettare la linea ai professionisti della sicurezza: Prefettura, Questura e Forze dell’ordine. Nessuno escluso. E così si aumentano i nemici: il Parco, il Governo Centrale, la Regione, l’Università…. conta solo fare proclami e se poi questi cadono nel vuoto, perché nati dal vuoto, allora partono strali e offese.

Il Parco pone vincoli, ha detto l’occupante pro-tempore di palazzo Gambacorti, ignorando in primis la legge. Il Parco applica le leggi, è soggetto alle leggi che distinguono una porzione di territorio dal resto, proprio per salvaguardarne le caratteristiche e con esse anche le nostre comunità. Abbiamo bisogno di ossigeno e di natura ed abbiamo bisogno di capire come vivere su questo pianeta in modo sostenibile, cioè che permetta anche alle generazioni future di farlo. Cosa che, per colpa di uno sviluppo che ha sacrificato tutto, compreso il futuro, oggi è seriamente compromessa. Ma per Conti è un freno allo sviluppo ed un corpo estraneo, salvo poi dire che lui è per la sostenibilità e per evitare il consumo di suolo, che diamine! Peccato che siano in frontale rotta di collisione, tali proclami, con quei progetti, nati da volontà cementificatorie e di trasformazione che, guarda caso, si ritrovano dentro il Piano Strutturale, svelando gli appetiti miopi di soggetti che vogliono consumare suolo e che della sostenibilità non si curano, visto che si vogliono spianare dune e costruire parchi acquatici dove ora ci sono le pinete costiere: le ultime rimaste, che invece andrebbero legate agli spazi antropizzati, fatte percepire da abitanti e turisti come valore aggiunto, e non ignorate come fa il loro Piano Strutturale.

Già: Il rispetto delle leggi. Tema ostico per la Lega. Probabilmente non sono state lette e tantomeno capite, da chi lancia accuse senza senso e oltretutto non condivisibili nel metodo e nel merito. Il Parco, grazie a quelle leggi di cui l’ultimo aggiornamento è la Legge 30 del 2015 della Regione Toscana, ha salvato la nostra costa; il Parco è il nostro (ultimo) polmone; il Parco, semmai deve porsi l’obiettivo di crescere e di estendere i suoi effetti anche oltre gli attuali confini. Il Parco è il più evidente simbolo e il più efficace strumento di cui la nostra comunità dispone per esercitare la cura dell’ambiente a cui tutti, compreso Conti, dicono di fare riferimento, salvo poi smentirsi al passaggio successivo e con gli atti urbanistici che invece continuano a consumare suolo, a prevedere espansioni senza un disegno coerente, se non quello della divisione e della parcellizzazione. Il Parco, con l’attuale Presidente sostenuto dal Consiglio Direttivo ha saputo svolgere in questi anni una funzione di riorganizzazione e di rilancio delle idee di fondo che danno un senso compiuto alla presenza di un grande polmone verde in un tratto di costa che va da Viareggio (Nord), a Livorno (Sud) e su cui si affaccia il mare (Ovest) e tutte le nostre città e paesi (Est).

Ecco dunque che per capire cosa farne, di una bussola, si deve partire dai punti cardinali. Ma, forse qualcuno a palazzo Gambacorti, oltre alla bussola ha perso anche quelli.

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
PisaToday è in caricamento