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Pari opportunità, Nardini (PD): “Scelte inaccettabili a Cascina, la Regione intervenga a tutela dei diritti"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

“L’abolizione della Consulta comunale per le Pari Opportunità, l’istituzione di un Osservatorio per contrastare la fantomatica teoria gender, l’opposizione alle unioni civili: negli ultimi mesi ho commentato, condannandole, le scelte dell’Amministrazione di Cascina definendole come puntate di una telenovela di cattivo gusto che pare avere l’obiettivo di riportare Cascina nel medioevo  e limitare i diritti dei cittadini, anziché promuoverne la tutela e l'allargamento.  Ho deciso di fare un ulteriore passo avanti, di portare a conoscenza della Giunta Regionale la situazione del comune pisano chiedendo di intervenire, per quanto di competenza, per tutelare i diritti di tutte le cittadine ed i cittadini in virtù delle regole che la Toscana si è data e che abbiamo ribadito anche all’interno del Programma di Sviluppo Regionale con il progetto "Tutela dei diritti civili e sociali’”. Così la Consigliera Regionale Alessandra Nardini illustrando l’interrogazione presentata alla Giunta Regionale.

In particolare, nell’interrogazione si chiede alla Giunta Regionale se è a conoscenza delle decisioni deliberate presso il Comune di Cascina e quali siano le azioni che può mettere in atto, anche di stimolo e sensibilizzazione, per far sì che la tutela e la garanzia dei principi di non discriminazione e di pari opportunità possano essere incentivate anche a livello degli Enti locali.  

“Proprio oggi – prosegue – ho ricevuto la risposta all’interrogazione con cui chiedevo alla Giunta Regionale di prendere una posizione sulla vicenda del piccolo Ethan, escluso dall’asilo nido del Comune di Cascina: l’Assessorea Grieco, se pure la materia degli asili nido non sia di diretta competenza regionale, si è impegnata a sensibilizzare le Amministrazioni comunali affinché sia garantito il diritto di frequenza a tutte le bambine ed i bambini in possesso dei requisiti richiesti per l’accesso alle strutture”.

“L’atto che presento oggi quindi – conclude Nardini – vuol essere anche un rinnovato appello a non strumentalizzare temi delicati come quelli dei diritti civili e della parità, ma piuttosto a sensibilizzare al rispetto e all’inclusione. Solo così, non mi stancherò mai di dirlo, potremo davvero costruire una società più giusta e senza discriminazioni”.

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