Mercoledì, 29 Settembre 2021
Politica

Partito Democratico: l’intervento sull’elettrodotto in Barbaricina ha ridotto fino al 70% l’emissione dei campi elettromagnetici

Basta con la Demagogia, e con il terrorismo mediatico. Chiedendo la Luna non si arriva da nessuna parte

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La dimostrazione è infatti che, in 15 anni, le richieste impraticabili da parte dei comitati hanno congelato ogni possibilità di intervento di riduzione sull’emissione dei campi elettromagnetici.

Esistevano 4 contenzioni depositate presso il TAR del Lazio dall’ente gestore, contro il Comune di Pisa per avere chiesto il risanamento della linea.

L’ente gestore, infatti non era, e non è, disposto a metterci un solo euro per qualunque tipo di intervento, in quanto sostiene - ed è vero - che i valori riscontrati (2 microTesla nel punto peggiore), sono fino a 5 volte meno rispetto a quelli richiesti dalla legislazione nazionale (10 microTesla, DPCM 08-07-2003).

Le scelte del Comune sono andate nella direzione di trovare le risorse per praticare l’unica soluzione tecnicamente ed economicamente sostenibile, concertata con Arpat e con il proprietario della linea, che rappresenta un punto di equilibrio tra quella che era la situazione esistente (comunque a norma di legge) e la volontà del Comune di ridurre l’esposizione dei cittadini.

Aver intrapreso un cammino di conciliazione superando tutti i contenziosi pregressi ed ottenendo la disponibilità di Terna alla riconfigurazione dei conduttori della linea, è stato un passo in avanti determinante per ripartire e superare i 15 anni di tentativi inconcludenti . Non trascurabile per il Comune il fatto di aver recuperato risorse pari a 120.000€ per questo progetto di mitigazione.

L’intervento effettuato dal gestore tra Agosto e Ottobre 2012 ha portato di fatto ad una riduzione di emissione ettromagnetica fino all’70% del valore, come da parere previsionale di Arpat , illustrato presso il CTP n°2 in un percorso partecipativo nel mese di luglio 2012, anche con la presenza del Comitato.

Ispirandosi al principio di precauzione, è stata trovata l’unica soluzione praticabile con i soldi dei cittadini pisani, sottratti (dato non trascurabile) ad altre voci di spesa, perchè ritenuta una priorità di intervento anche politica della Giunta e dei territori, in particolar modo dal Circolo PD Barbaricina-Cep – San Rossore.

Qualunque altra soluzione proposta, rispetto a quella attuale realizzata, va di fatto a scontrarsi con il parere e con la disponibilità determinanti del proprietario della linea ed assolutamente vincolanti.

Quindi ogni azione di disinformazione è irresponsabile, da chiunque venga sostenuta, soprattutto da quelle forze che si candidano ad essere di Governo per questa città.

Ricordiamoci che l’interramento della linea, prevederebbe un esborso finanziario di alcuni milioni di euro (ovvero almeno 20 volte superiore al costo dell’attuale mitigazione), cifra molto onerosa per il bilancio del Comune di Pisa.

E’ una soluzione praticabile? Dove troviamo le risorse per un’operazione del genere? Anche trovando le risorse il gestore è disponibile a realizzarlo?

I risultati ottenuti sono soddisfacenti e sono andati nella direzione di tutelare la salute dei cittadini, più di quanto preveda la normativa vigente: fino al 70% in meno rispetto alla situazione precedentemente esistente.

Quindi, per i cittadini, non chiediamo cose impossibili, ma concrete nella tutela della salute pubblica.

Segr. PD Barbaricina Cep San Rossore
Vladimiro Basta

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