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Partito Democratico: primarie per i parlamentari con regole chiare

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Il Parlamento non è ancora riuscito a modificare il Porcellum, la legge elettorale voluta dalla destra e dalla Lega che ha indebolito il principio di rappresentanza e ha contribuito ad allontanare i cittadini dalla politica. Le speranze di una modifica in extremis sono sempre più ridotte: Pdl e Lega Nord vogliono solo andare a votare con un meccanismo elettorale con cui minimizzare i danni e sopravvivere alla sconfitta. E, nel caso di Berlusconi, capire il modo migliore per continuare a tutelare i propri interessi.

Nonostante siamo a pochi mesi dalla scadenza della legislatura, continuiamo a pensare che questa legge elettorale vada cambiata, a maggior ragione non si può accettare, nel nome del compromesso possibile in un Parlamento in cui Lega e Pdl sono ancora maggioranza, che essa venga addirittura peggiorata, magari per mano di quello stesso Calderoli che l'ha ideata.

Noi vogliamo che i cittadini sappiano, il giorno stesso della chiusura delle urne, chi è il vincitore delle elezioni, chi e con quale coalizione sarà chiamato a governare. Vogliamo anche che possano scegliere i parlamentari che li rappresenteranno in Parlamento. Come Pd riteniamo che il doppio turno di collegio, meccanismo usato in Francia e simile alle elezioni dei sindaci, sia il sistema elettorale migliore.

Chiaramente, se un cambiamento della legge elettorale non fosse possibile, noi ribadiamo, in coerenza con quanto scritto nella mozione Bersani, uscita vincitrice dal Congresso del 2009, e con quanto contenuto nel documento approvato all'unanimità dalla Direzione provinciale nel Pd di Pisa febbraio del 2011, la richiesta di primarie per la scelta dei candidati al Parlamento.

In quel documento si chiede al Pd nazionale e al Pd regionale di redigere un regolamento per lo svolgimento delle primarie per la scelta dei propri candidati nelle liste di Camera e Senato, che definisca criteri rigidi (da concordare sul territorio con i tesorieri) per la trasparenza della raccolta fondi e la rendicontazione delle spese, che sia ispirato alla esigenza di avere liste paritarie di donne e uomini e candidati effettivamente rappresentativi dei territori provinciali, che elimini quasi totalmente le deroghe alle previsioni statutarie del limite dei 3 mandati, che disponga l'incandidabilità per coloro che ricadono nelle cause d'incompatibilità previste dalla Costituzione e dalla Legge, al fine di non interrompere anticipatamente il mandato a cui si è stati eletti o designati.

Sono istanze in cui continuiamo a credere, oggi più che mai, anche per non disperdere il grande patrimonio di entusiasmo e di partecipazione che si è coalizzato intorno al Pd e al centrosinistra in queste primarie.
 

Francesco Nocchi
(Segretario Provinciale del Pd)

 

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