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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Politica

Pd critico sul Piano strutturale intercomunale di Pisa e Cascina

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Il Piano Strutturale Intercomunale non si concreta in un programma comune delle amministrazioni di Pisa e Cascina, non ha nulla di intercomunale quindi, ma è più una sovrapposizione di due strumenti distinti ed autonomi, che si pongono obiettivi del tutto diversi e generici.

Come Partito democratico esprimiamo tutta la nostra delusione e amarezza perché non pianificare con criterio le opere oggi vuol dire compiere errori domani e far pagare le conseguenze a tutto il territorio in termini di sviluppo ecosostenibile, economia, servizi e qualità della vita per chi lo vive e per chi ci abiterà in futuro.

Moltissimi sono gli elementi mancanti e tanta è la superficialità con cui si tratta uno degli strumenti più importanti per Pisa e per l’intera area pisana. Qui di seguito cercheremo di riassumere e illustrare le tante criticità rilevate andando per punti.

Totalmente assente su Pisa, è poi il necessario approfondimento sulla rete viaria esistente e sulle diverse modalità di spostamento, né si riscontrano riferimenti certi sul dimensionamento – rinviato in parte erroneamente al POC (Piano Operativo Comunale) -, non comprendendosi quali siano le sinergie e le perequazioni di una pianificazione che si vorrebbe coordinata. Ma è anzitutto proprio a livello regionale che sono state sollevate delle osservazioni che mostrano grandi criticità come la mancanza di tabelle “complessive” del dimensionamento del Piano che riassuma ed evidenzi i dati; la mancanza di una documentazione del Piano per la rappresentazione complessiva del dimensionamento dell’intero Piano Strutturale Intercomunale in modo da distinguere i dati parziali dei singoli comuni di Pisa e Cascina.

Risulta assente, tra gli atti del PSI, una relazione prodotta dall’attuale Amministrazione Comunale che dia il contenuto e l’indirizzo politico alle scelte tecniche, di come si immagina e si pensa la città da qui a dieci o venti anni. Evidentemente non c’è una visione, né di medio né di lungo periodo.

Il quadro conoscitivo è del tutto carente e in massima parte si tratta di una copia di quello redatto 10 anni fa, contenente dati limitati e risalenti ai primi anni 2000. Manca quindi un loro aggiornamento. Nello specifico appare privo di qualsiasi studio sul residenziale (n. di alloggi, unità vuote e/o sfitte e/o inadeguate, tipologia e dimensioni degli alloggi, fabbisogno in rapporto alla popolazione) e mancante di uno studio sulle prospettive di sviluppo relative alle attività produttive, commerciali e dei servizi e del loro impatto, cui proporre e giustificare il dimensionamento.

Altra grave mancanza riguarda il turismo: non è presente uno studio sull’intero settore né è stata fatta una sua verifica sullo stato attuale e sulle sue prospettive in base al quale motivare il numero di nuovi posti letto inseriti nel dimensionamento.

E ancora, il Piano è carente sull’indicazione degli standard in riferimento ai metri quadrati per singolo abitante ed è inadeguato per la parte che riguarda i nuovi abitanti insediabili, con standard previsti chiaramente inferiori rispetto a quelli che si avrebbero se come parametri venissero utilizzati quelli indicati dal D.M. 1444/68. A ciò occorre anche aggiungere che la Regione Toscana a suo tempo aveva dato una indicazione di 30 mq/ab, una dotazione di standard maggiore di quella indicata dal D.M. 1444/68 (18 mq/ab) come per esempio è previsto nelle UTOE del vigente PS (quasi sempre 24 mq/ab), si ha necessariamente un ulteriore consumo di suolo.

C’è una previsione spropositata di nuova urbanizzazione ma un’assenza totale di piani di recupero e ristrutturazione dell’esistente. Mentre tutte le istituzioni e tutti i livelli di governo si prodigano a ridurre al minimo il consumo di (nuovo) suolo e la cementificazione, l’Amministrazione Comunale procede con i paraocchi e controsenso.

Sull’Università, l’Ospedale (AOUP) e gli impianti tecnologici manca qualsiasi riferimento e dimensionamento relativo ai loro servizi connessi e che dovrebbero essere di interesse generale. In particolare il PSI sembra recepire come dato di fatto il piano dell’Università ma senza alcuna valutazione di merito e senza una verifica del suo impatto, sul dimensionamento e sul consumo di suolo. Manca, inoltre, un approfondimento degli effetti sull’area circostante la zona del nuovo Ospedale a Cisanello.

Sull’area del Santa Chiara non c’è una progettualità. Il dimensionamento sul riuso della UTOE 2 non appare adeguato e non tiene conto del PR del S. Chiara e del recupero della Caserma Artale.

Il Piano non presenta un riferimento dimensionale sul disagio abitativo che andrebbe fondato su indagini mirate per poter poi pianificare l’edilizia residenziale pubblica.

Poi ancora: manca un dato che indichi l’effettivo consumo di suolo, anche rispetto all’esistente; non è presente alcun elemento sul territorio del litorale.

In questi giorni in Consiglio e in Commissione stiamo presentando delle correzioni e proveremo a migliorare il Piano con proposte ed integrazioni che possano sopperire alle mancanze, approfondendo i singoli punti e cercando di eliminare le inadeguatezze in termini di standard di legge e di dimensionamenti e provando a dare un indirizzo in una visione post COVID nella quale i quartieri e le frazioni divengano elementi di forza del sistema insediativo, favorendo il mantenimento di servizi essenziali e la realizzazione di spazi pubblici e di socialità, in modo da creare organismi in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini direttamente, in un’ottica multicentrica ma integrata. Nel contempo chiederemo dei confronti con i livelli regionale e nazionale, per individuare le priorità infrastrutturali per rafforzare il sistema di mobilità d’area. Nel merito abbiamo presentato singole osservazioni che non sono state accolte dall'amministrazione che si è trincerata dietro un consiglio comunale svolto da casa per tenere i numeri di una lega ormai frantumata. Questo piano strutturale per Pisa è inadeguato e consegna uno strumento con un consumo di suolo elevatissimo dove sarà possibile costruire ancora senza riqualificare l'esistente.

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