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People Mover, Bedini (Fdi-An): "Un bruco mela che i pisani dovranno pagare...salato!"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Da sempre siamo contrari alla costruzione del People Mover, un’opera inutile che sostituisce qualcosa che c’era già, un “contentino”, uno “specchietto per le allodole” nel momento in cui si tentava lo scippo dell’aeroporto.

Ora siamo anche stufi di sentir ripetere la favoletta per cui i soldi ce li ha messi l’Europa e quindi per i cittadini pisani è a costo zero. “Tanto quei soldi si potevano spendere solo per il People Mover!”, si sente ripetere da rappresentanti e affiliati di Filippeschi, e dal Sindaco stesso.

A parte il fatto che non si capisce perché sia così difficile comprendere come i soldi dell’Europa non siano quelli del Deposito di Zio Paperone, ma vengono comunque dalle tasche dei cittadini europei, e quindi sono anche i nostri, vorremmo definitivamente chiarire un fatto per noi decisivo.

Oggi che è sotto gli occhi di tutti che le previsioni relative all’utilizzo del bruco-mela erano clamorosamente sovrastimate, i cittadini si domandano e -tra l’incerto e l’arrabbiato- ci chiedono se siano vere le voci sul fatto che, se le cose dovessero continuare a non andar bene, sarà il Comune di Pisa a dover aprire il portafogli. Ancora in città non c’è la percezione che è esattamente così. Noi vogliamo quindi mettere la parola fine su questi dubbi, che dubbi non sono, ma amarissima realtà: pagheremo noi pisani.

Infatti, tra i documenti che sono stati forniti ai Consiglieri comunali in II Commissione di Controllo e Garanzia, nell’allegato 4, intitolato “matrice dei rischi”, nella sezione “Rischi di mercato”, alla voce “Rischio di una contrazione della domanda”, dopo aver spiegato che il “rischio di domanda è a carico del concessionario”, si specifica inequivocabilmente che: “tale rischio è attenuato dal pagamento da parte dell’Amministrazione del contributo in conto gestione finalizzato a coprire il differenziale tra le tariffe massime definite e quelle di mercato pienamente remunerative”. E questo potrebbe risultare ancora un po’ ambiguo. Ma non basta; subito dopo la fregatura è definitivamente esplicitata: “L’Amministrazione IN OGNI CASO sarà disponibile a prendere in considerazione eventuali ed eccezionali situazioni in cui la contrazione della domanda possa inficiare l’equilibrio economico e finanziario”!

Anche se scritto in burocratichese è chiaro che, anche in caso di impatti negativi sul piano economico e finanziario dovuti alla contrazione della domanda, il ripristino dell’equilibrio è a carico del concedente, ovvero il Comune di Pisa. C’è bisogno di altro?!?

Naturalmente poi si specifica quanto il concessionario dovrà fare per contrastare eventuali flessioni della domanda e per dimostrare di aver fatto tutto il possibile. In ultima istanza, però, il concessionario cadrà in piedi e sarà il concedente a dover compensare. E a “frugarsi” saranno i pisani. È un accordo incredibile: accettare simili numeri stime così palesemente gonfiate, accettando al contempo di farsi carico di “eventuali” errori è stato una follia.

La cosa divertente è che i primi risultati certi sull’utilizzo del bruco-mela arriveranno a un anno dall’inaugurazione, ovvero nella primavera 2018, nell’imminenza della elezioni amministrative e in piena campagna elettorale. Dove si andranno a nascondere quelli che hanno accettato un accordo del genere?

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