Piano del commercio: "Tanti annunci, ma non c'è neanche una bozza in due anni"

Pd, Diritti in Comune e M5S attaccano la giunta sulla pianificazione del commercio 

Immagine di archivio

Opposizioni all'attacco sul commercio. In una nota congiunta i consiglieri Olivia Picchi (Pd), Francesco Auletta (Diritti in Comune) e Gabriele Amore (M5S) attaccano la giunta, a seguito di una discussione avvenuta in seno alla Terza Commissione consiliare convocata sul tema. "Nessun piano del commercio sarà approvato entro l'anno dal consiglio comunale. Nei fatti l'assessore Pesciatini smentisce l'ennesimo annuncio del sindaco: a fine anno forse, il dubitativo è stato sottolineato più volte dall'assessore, si avrà una bozza di piano. Nei fatti ad oggi il percorso è a mala pena avviato: 4 incontri complessivi con le associazioni di categoria in due anni e mezzo, nessuna bozza su cui discutere, nessuna linea programmatica sulla gestione dei mercati sfuggendo alle questioni dirimenti come quella, ad esempio, della collocazione del mercato di via San Martino".

Fra gli esempi anche la questione delle bancarelle del Duomo, dove per le opposizioni c'è stata "troppa propaganda, con il modellino delle bancarelle rotanti quando è ormai assodato che tutta le legislazione vigente non consente il ritorno di queste strutture in piazza dei Miracoli".

"Abbiamo chiesto - prosegue la nota, parlando del piano del commercio assente - che si avvii un percorso serio partendo dall'audizione in commissione delle associazioni di categoria per capire e valutare le loro richieste, ma soprattutto a quale punto sia il confronto sulle questioni aperte e urgenti, confronto che l'assessore annuncia ormai chiuso e definito ma su quanto ci sia una reale assenso da parte di tutti gli attori in campo è rimasto tutto fumoso".

Altri aspetti legati ai mercati resterebbero nel dubbio: "Nessuna idea su viabilità sostenibile, vivibilità dei quartieri, promozione, previsione di mercati tipici. Nessuna risposta da parte dell'assessore se si intende riprendere il percorso fatto fino al 2018 e nessun cenno a quanto fino ad allora elaborato, cosa che colpisce visto che lo stesso assessore nel ruolo di rappresentante di Confcommercio aveva fatto in prima persona la concertazione con il Comune. Anche sul commercio si assiste allo stesso scenario che si è realizzato sulla cultura: molti slogan e pochi fatti. Eppure la giunta Conti aveva promesso a più riprese attenzione. Un'attenzione tale da portare a scegliere nel ruolo di assessore un funzionario di un associazione di categoria. Ci pare la dimostrazione che le etichette non fanno nè le idee nè le azioni".

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