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Pirogassificatore Castelfranco: respinta mozione Udc in consiglio regionale

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha affermato, rispondendo all'interrogazione di Fds-Verdi: "Se l’imprenditore è nelle regole ha diritto ad avere l’autorizzazione"

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi

Due atti in aula al consiglio regionale toscano: una interrogazione presentata da Monica Sgherri (Fds-verdi) ed una mozione collegata a firma dei consiglieri Marco Carraresi e Giuseppe Del Carlo (Udc), per fare chiarezza sul progetto di realizzazione di un impianto di incenerimento rifiuti al confine tra i Comuni di Castelfranco di Sotto e Santa Croce sull’Arno, su iniziativa della società Waste Recycling spa.

Nell’interrogazione si chiedeva in particolare quali provvedimenti la Giunta intendesse prendere “per rassicurare la popolazione e le istituzioni locali sul rispetto della volontà popolare e sui pronunciamenti delle stesse istituzioni” e per sapere se sia necessaria una variante urbanistica. La mozione “invita la Giunta regionale a procedere al riesame degli atti presentati, in modo da verificare più approfonditamente l’effettiva sussistenza di idonee condizioni per procedere all’eventuale rilascio dell’autorizzazione dell’impianto di incenerimento rifiuti”.

Il dibattito in aula si è chiuso con una votazione che ha respinto la mozione; su 52 votanti, 24 si sono espressi a favore (Udc, Pdl, Lega nord e Fds-verdi), 23 contro (Pd) e 5 astenuti (Idv). Con carte alla mano, il presidente Enrico Rossi ha ripercorso la vicenda, soffermandosi sui pareri del Comune di Castelfranco, che parla di non difformità della zona con l’impianto; di quello dell’Autorità di bacino del Fiume Arno, che definisce l’intervento compatibile; e con quello dell’Arpat, secondo la quale il progetto non è da sottoporre a valutazione. Tra i pareri manca quello dei tecnici della Provincia - ha ricordato Rossi - accennando poi al percorso di carattere partecipativo presentato alla Giunta dal Comune di Castelfranco. “Le assemblee elettive non possono disattendere i pareri tecnici - ha affermato il governatore - se l’imprenditore è nelle regole ha diritto ad avere l’autorizzazione: rilasciare il permesso è un atto dovuto e non discrezionale; altra questione è la politica, chiamata a fare leggi e regole”. “Sono convinta anch’io che la politica stia alle regole - ha esordito Monica Sgherri (Fds-verdi) - ma è anche giusto che si faccia carico del livello di preoccupazione dei cittadini”, magari attraverso ulteriori approfondimenti.

Marco Carraresi (Udc) ha parlato di “situazione complessa e molto più delicata di quanto possa apparire”, di “processo sospetto” che porta ad una procedura di Giunta ultra rapida: “la politica deve usare metodi univoci”, ha concluso il consigliere. Secondo Giovanni Donzelli (Pdl) è assurdo spendere 80 mila euro per la partecipazione, per poi affermare che quanto dice la popolazione non è vincolante. “Per evitare dubbi è necessario fare non uno ma due passi indietro”, ha sottolineato. Mauro Romanelli (Fds-verdi), annunciando il voto favorevole del proprio gruppo alla mozione, ha ricordato che prima del diritto dell’imprenditore occorre intervenire in tema di pianificazione. La capogruppo Idv, Marta Gazzarri ha optato invece per l’astensione, per perplessità sull’impianto, per procedimento non soggetto a Via e per conflitto di interessi nel percorso.


Per Pier Paolo Tognocchi (Pd) “l’impianto non è soggetto a pianificazione pubblica” e c’è da correggere la collisione venutasi a creare tra “la cattiva gestione della legge sulla partecipazione e i sacrosanti diritti delle aziende”. “Voteremo la mozione perché è un atto di buon senso, che richiede di approfondire l’intero percorso - ha annunciato Roberto Benedetti (Pdl) - e perché il processo di rilascio autorizzazione ha molte perplessità tecniche e politiche”.

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