Pisa, bambini di serie B: Oggi per la Lega, ieri per il PD

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Siamo costretti a commentare un’altra 'perla' della Giunta leghista, insediatasi a Pisa grazie alle politiche antipopolari della precedente, contraddistintasi per abbandono delle periferie, arroganza contro i lavoratori e riverenza verso i padroni. Il Sindaco Conti e la sua giunta intendono limitare l’ingresso dei bambini negli asili nido in base al tempo di residenza dei genitori sul territorio pisano, facendo il bis rispetto ad un simile provvedimento restrittivo per l’accesso alla graduatoria per le case popolari.

Illustri costituzionalisti locali hanno già evidenziato alcune violazioni del diritto costituzionale e delle convenzioni internazionali in difesa dei bambini. Nella lista delle violazioni evidenziate mancano però quelle sociali, contenute anch’esse dalla nostra Costituzione, ma 'dimenticate' dagli illustri perché evidentemente cozzano con l’Art. 181 stravolto dal governo Monti (sostenuto dal PD), che introdusse il Pareggio di bilancio. Scrive infatti Emanuele Rossi su un quotidiano locale che l’unico motivo per escludere bambini potrebbe essere quello della limitatezza delle risorse.

Su questo dissentiamo categoricamente, dato che come recita l’art. 3 della Costituzione "…E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana..."

Quindi i bambini che, anche per un giorno, dovessero sostare sui nostri territori hanno il diritto di accedere a tutti i servizi. Le risorse per l’esercizio di questo diritto, così come per tutti i diritti negati agli adulti (casa, lavoro, salute, trasporti), ci sono in abbondanza.

Il loro uso dipende da scelte politiche. Spendere 300mila euro, come ha recentemente fatto la giunta Conti, per allontanare piccoli gruppi di cittadini additati come 'nemici' dalle periferie della città, è una scelta politica. Così come i 78 milioni che Filippeschi orientò per un’opera inutile come il People Mover.

Ci batteremo perché l’ennesimo provvedimento antipopolare della lega sia ritirato, così come ci stiamo battendo, attraverso una petizione popolare, perché le scuole primarie di Pisa rimangano comunali e non vengano cedute allo Stato. Sabato 14 dicembre dalle ore 10 saremo in Piazzale Donatello al CEP per i diritti dei bambini e per raccogliere le firme sulla petizione popolare.

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