Pisa e la Toscana tra differenze culturali e convivenza sociale: una sfida per le regionali

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Negli ultimi mesi, in diverse parti d’Europa e del mondo, stiamo assistendo a una sequenza crescente di episodi di violenza razziale e xenofoba a danno degli stranieri: neri, rom, islamici – dice Shkelzen Hasanaj, dottore di ricerca all’Università di Pisa, dove si occupa di diritti delle minoranze, esclusione e integrazione degli stranieri.

Gli atti di violenza accaduti a Malmö, questo venerdì 28 agosto, hanno scatenato una vera guerriglia. Un gruppo di 300 islamofobi appartenenti all’estrema destra hanno acceso i conflitti tra le comunità che vivono in questa magnifica città.

L’Italia si sta adoperando nell’integrare le diverse comunità straniere, che hanno scelto di vivere nel nostro Paese, in un contesto, certamente, non facile, tenendo conto dell’aumento dei flussi migratori e della sempre più significativa presenza di culture, etnie e confessioni religiose diverse da quella maggioritaria.

Il confronto e la convivenza risultano complessi con i membri delle minoranze religiose minoritarie, in particolare con le persone che professano la religione islamica. In Italia e soprattutto in Toscana, vediamo, infatti, il disagio che spesso viene a crearsi con la presenza dei mussulmani e dall’avanzare delle richieste di queste comunità di riconoscimento e accettazione nell’ambito religioso, richieste che vengono lette come invasione e messa in pericolo della cultura e identità nazionale.

I fatti di cronaca di razzismo e intolleranza in Italia non sono realtà periferiche che si presentano in situazione di emergenza, ma sono segni di presenze costanti e diffuse nella realtà quotidiana in più contesti e direzioni. È possibile leggere attraverso questi fattori la crescita esponenziale di consensi di forze politiche populiste e xenofobe.

Calogero Aquila, segretario provinciale dei Giovani Democratici aggiunge: In Toscana e soprattutto a Pisa sia Salvini che la Ceccardi e la Lega stanno continuando a lanciare messaggi pericolosi contro le tante comunità presenti nel nostro territorio, anche durante questa campagna elettorale per le elezioni regionali. In Città contiamo anche degli episodi di razzismo, come quello ai danni dell’operaio Avr mentre svolgeva il suo lavoro.

Pisa e la Toscana sono luoghi di libertà e di diritti, in cui diverse comunità convivono da sempre nel rispetto reciproco e custodendo tutto il patrimonio di valori, culture e tradizioni che caratterizzano la nostra regione e la nostra provincia. Credo che questo sia il momento giusto per unirci tutti attorno al centrosinistra e ad Eugenio Giani per mandare via da qui Salvini e la Lega, per evitare che la Toscana cada nelle mani di chi, dopo tre anni di disastri, ha solo usato la città di Cascina per occupare altre poltrone più comode e adesso prova goffamente a ripetere lo stesso sistema. Dobbiamo batterci tutte e tutti per preservare e proiettare nel futuro il modello Toscana e il suo grande patrimonio fatto anche di diversità che sono la nostra ricchezza.

Come Gruppo consiliare del Partito Democratico – prosegue Matteo Trapani, capogruppo PD in Consiglio comunale a Pisa – siamo in contatto con tutte le parti sociali di Pisa per seguire le vicende da vicino sia in Consiglio comunale che durante le iniziative e gli eventi pubblici. Le tante comunità presenti in Città ci dicono che ormai si sono rotti tutti quei legami naturali che si erano costruiti nel tempo tra comunità, associazioni, gruppi sociali e le istituzioni cittadine, così come è successo per la questione Moschea con la comunità islamica.

Ogni giorno raccogliamo le lamentele di chi ci dice che il Comune non sta più ascoltando nessuna delle richieste provenienti dai quartieri e dalle persone. Le sensibilità sono tante e vengono tutte ignorate. Questa Giunta leghista sta portando avanti una politica della paura pensando di poter risolvere i problemi legati alla sicurezza a colpi di ordinanze e fiori nelle aiuole. È evidente che la situazione in Città sia ormai fuori controllo e per vederlo basta passare per le vie del centro e parlare con i proprietari degli esercizi commerciali che sono stati colpiti dai tanti furti di queste settimane. Questo è il segno tangibile che non funzionano le scelte del Sindaco Conti di nominare l’On. Ziello come suo consigliere alla sicurezza e che non basta fomentare odio e paure per distogliere l’attenzione dai problemi che ci sono e che vediamo crescere.

Penso sia necessaria, ora più che mai, un’alternativa seria e credibile che dobbiamo costruire insieme ai nostri concittadini, alle comunità e alle associazioni che vivono Pisa giorno e notte. Dobbiamo avere il coraggio e l’ambizione di immaginare Pisa come Città delle culture, aperta e che sappia puntare tutto sulle sue potenzialità per uscire da questo declino e iniziare insieme una nuova era.

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