Pisa fuori dalla corsa per la Capitale della cultura: "La Giunta non ci ha mai creduto"

Contestano le politiche culturali dell'amministrazione i consiglieri Pd Olivia Picchi e Vladimiro Basta

Pisa fuori dalla corsa della Capitale della cultura italiana (con Volterra che procede in finale), apre il dibattito politico sulla candidatura della Città della Torre e sull'ambito culturale, con i consiglieri Pd Olivia Picchi e Vladimiro Basta che si dicono "rammaricati per l'esclusione, ma la Giunta non ci ha mai creduto".

"Buscemi prima e Magnani poi - proseguono - hanno fatto una scelta precisa: eliminare il tessuto sociale, economico e di patrimonio culturale di tutto il settore della cultura pisana. La candidatura a capitale della cultura 2022 è sempre stato solo un bluff, qualcosa per cercare di annebbiare la realtà e distrarre dal disastro reale che stava e sta avvenendo in città. Basta vedere come si è condotta la preparazione del dossier: chiuse menti eccellenti in una stanza senza nessun percorso partecipativo e attrattivo di nuove idee e realtà. Senza nessun risalto mediatico. Basta vedere la scarsissima adesione delle istituzioni e realtà sociali anche del territorio: proveranno a dire che si tratta di colore politico, in realtà nell'arroganza di azione che contraddistingue questa giunta, si è provveduto solo a mandare una mail di richiesta di partenariato e tardiva rispetto ai tempi della candidatura. Non una telefonata, non un progetto condiviso e costruito con il resto dell'area pisana".

Ancora sul contenuto del dossier: "Nulla da dire, solo che è diametralmente opposto all'azione di questa giunta. Si fa sfoggio di eventi di rilievo ed eccellenze che Conti e la sua maggioranza hanno deciso di non sostenere più: robotica, Pisa Folk, Pisa Book per citarne alcuni. Un dossier che parla molto di 'come eravamo', peccato che quella Pisa grazie a loro non esiste più. Si nomina anche il Murale di Keith Haring ricordando la sua lotta contro le discriminazioni e per i diritti civili. Non male per un comune che è uscito dalla rete Ready e che ha negato il patrocinio al Toscana Pride di due anni fa. Bipolarità o mistificazione per una nuova consapevolezza? Quello che è certo è che c'è l'ennesima bocciatura di Magnani che in commissione ha definito centrale il progetto di candidatura  per lo sviluppo delle politiche culturali cittadine e iniziativa sulla quale si basava tutta l'azione del proprio assessorato. Forse sapeva di perdere e voleva una scusa per non fare nulla altri due anni?". 

"L'imbarazzo è alto - concludono Picchi e Basta - una città come Pisa, per la sua storia e tradizione non può essere sottoposta a tutto questo. Magnani abbia un sussulto di dignità: si dimetta e Conti capisca che è sulla cultura e su quello che ruota intorno ad essa che si costruiscono le città (e i cittadini) ed il loro futuro".

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