Tensioni in Consiglio Comunale, 'Diritti in Comune': "Si dimetta il presidente Gennai"

Attacco della lista di sinistra, che parla di "una serie di abusi senza precedenti" fatta dal rappresentante dell'assemblea in quota Lega 

"Durante l'ultimo Consiglio Comunale di Pisa abbiamo assistito a una serie di abusi senza precedenti da parte del Presidente dell'assemblea, Alessandro Gennai, al solo scopo di sostenere gli interessi di parte della Lega, dalle cui fila proviene". 'Diritti in Comune', la lista di sinistra formata da Una Città in Comune, Rifondazione Comunista e Pisa Possibile, chiede le dimissioni del rappresentante istituzionale. 

"Il Presidente - scrive la lista - ha provato a far proseguire la seduta oltre l'orario di chiusura stabilito, per mettere in votazione una mozione urgente della maggioranza contro lo svolgimento di Canapisa. A fronte di questa evidente violazione del Regolamento del Consiglio Comunale, il nostro capogruppo Ciccio Auletta insieme con gli altri rappresentanti delle minoranze ha protestato contro la condotta del Presidente leghista, cercando di difendere l'istituzione consiliare. La risposta è stata la richiesta da parte dello stesso Gennai, aizzato dalle assessore Gambaccini e Bonanno, di far intervenire i vigili urbani per allontanare dall'aula con la forza il nostro capogruppo che, facendo resistenza passiva, è rimasto al suo posto".

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"Tra le urla dei consiglieri leghisti - prosegue al nota di Diritti in Comune - gli altri rappresentanti della maggioranza si sono dissociati da una simile 'conduzione' dei lavori, abbandonando l'aula. Solo dopo più di mezz'ora, durante la quale i vigili circondavano chi contestava il Presidente, siamo riusciti a ottenere il rispetto del Regolamento e la chiusura della seduta. Siamo davanti a un attacco senza precedenti alla legalità democratica e all'autonomia dei consiglieri da parte della Lega e del Presidente del Consiglio, che vorrebbero trasformare l'aula in 'un bivacco di manipoli' di loro proprietà, ad uso e consumo della loro propaganda. Con la forza della ragione e delle regole, abbiamo respinto questa prova di regime. Ora però Gennai deve presentare le sue dimissioni: chi viola il Regolamento e non rispetta il Consiglio non può continuare ad esserne il Presidente".

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