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Polemica e question time negati, le minoranze: "Atteggiamento autoritario dell'amministrazione"

I gruppi Pd, M5S, Patto Civico e Diritti in Comune critici verso il presidente del Consiglio Gennai e sul tema trasparenza. Alla base del caso le affermazioni emerse sui social espresse dall'assessore Gambaccini sulla Polisportiva La Cella

E' scontro fra minoranze del Consiglio Comunale di Pisa ed il presidente dell'assemblea Alessandro Gennai. Il tema è quello della trasparenza e del ruolo di controllo dei gruppi sull'operato della maggioranza e dell'amministrazione. Nella seduta in Sala delle Baleari di oggi, 30 marzo, Pd, M5S, Patto Civico e Diritti in Comune, in apertura del Consiglio, faranno una comunicazione ciascuno per denunciare il "bavaglio" della non ammissione di due question time relativi ad una polemica sorta in questi giorni circa la gestione della Polisportiva La Cella. La protesta è stata spiegata stamani in una conferenza stampa online dalle minoranze. A coordinare l'incontro era il capogruppo Pd Matteo Trapani.

All'origine del caso ci sono delle dichiarazioni fatte in particolare dall'assessore al sociale Gianna Gambaccini in una chat, messaggi vocali poi usciti in cui "sostanzialmente si accusano i gestori della polisportiva di far lavorare, 'sfruttare' si dice, le persone ospitate. Ricostruzione che gli stessi diretti interessati hanno smentito", ha riassunto il capogruppo Francesco Auletta (Diritti in Comune). Tutto si è svolto a mezzo social, tuttavia la questione è arrivata sui tavoli dei consiglieri che venerdì scorso hanno presentato due question time (estensori Veronese e Scognamiglio) per la calendarizzazione nel Consiglio Comunale di oggi. "Il presidente del Consiglio - ha detto la consigliera Pd Maria Antonietta Scognamiglio - ha negato l'ammissione. Ho chiesto che mi sia data motivazione scritta, ma intanto per telefono mi è stato risposto che non essendo la cosa uscita sui giornali cartacei non è importante. Ed anche che 'il Consiglio Comunale' non è il luogo adatto per discuterne'. E' assurdo. I cittadini hanno al contrario tutto il diritto di avere risposte".

"I question time sono atti dovuti - ha detto Antonio Veronese - si è parlato di comportamenti diffamatori, con coinvolti due membri del Consiglio Comunale (assessore e una consigliera della Lega), fare chiarezza mi sembrava necessario, avere conferme o smentite, invece dall'amministrazione silenzio assoluto. Questa si chiama censura". Sulla stessa linea il capogruppo 5 Stelle Gabriele Amore: "Il problema non è solo di non voler discutere un argomento con un question time, che non è ostativo ai lavori consiliari data la rapidità con cui si svolge, ma la volontà di insabbire ciò che evidenzia delle criticità. Lo si è notato anche nella Seconda Commissione permanente di ieri, dove al termine della discussione il comitato di Sant'Ermete ha espresso solidarietà ai gestori della polisportiva e si è scatenato un putiferio, con il presidente Lazzeri che ha chiesto addiritutura di togliere la parola a chi era in commissione. E' un atteggiamento autoritario, non si vuole che escano informazioni non gradite. Il tutto mentre viene pubblicato a spese dei cittadini il giornalino del Comune, di fatto una propaganda politica del centrodestra in cui peraltro si fa abuso di simboli politici per i quali non è stato dato nessun assenso".

Il no ai question time è stato per Auletta "un abuso di potere del presidente del Consiglio Comunale, volto a tutelare la sua maggioranza. Non è nuovo a queste pratiche Gennai, già un anno fa avevamo promosso una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Gli argomenti scomodi vengono posticipati fino a sparire. Faremo segnalazione al Prefetto, come le altre volte". Sul tema trasparenza: "C'è un grosso problema sugli accessi agli atti, per mesi non vengono evasi. Si tratta di una delle attività fondamentali delle minoranze".

Il caso sarà discusso, secondo l'attuale programmazione, in un Commissione Consiliare il 12 aprile prossimo, con l'audizione proprio dei gestori della Polisportiva La Cella. "Vogliamo delle risposte dall'amministrazione - ha concluso Trapani - sia nel merito della questione, se ci sono misure o controlli in corso, o se si smentisce la ricostruzione fornita. Ma anche sul fronte politico, perché il tema è la mancanza di trasparenza e la chiusura alla discussione, atteggiamento che non può essere accettato". 

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