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Porto di Marina, 'Diritti in Comune': "Opere di urbanizzazione non collaudate e degradate"

Il gruppo consiliare denuncia ritardo dei lavori e deterioramenti degli interventi fatti: "Chi doveva controllare non lo ha fatto"

Immagine di archivio

'Diritti in Comune', il gruppo consiliare formato da Una città in comune, Rifondazione Comunista e Possibile, torna ad accendere i riflettori sulla Boccadarno ed il Porto di Marina: "Benché siano trascorsi 5 anni dalla cerimonia di inaugurazione del porto - scrive in una nota la compagine politica - benedetta a braccetto da centrodestra e centrosinistra, solo una piccolissima parte delle opere di urbanizzazione che la Boccadarno doveva realizzare, come previsto dalla convenzione sottoscritta con il Comune, sono state collaudate".

A preoccupare il gruppo sono nuovi dettagli sullo stato dell'arte dei lavori: "Cosa ancor più grave è ciò che scrive il Dirigente comunale, in risposta ad una nostra richiesta di chiarimenti: 'al riguardo a tali opere l'ufficio non ha emesso il parere definitivo favorevole, non sono mai arrivate comunicazioni in merito ai lavori (inizio, fine, richiesta collaudo)'. E, ciliegina sulla torta, aggiunge: 'le opere eseguite sono difformi da quanto richiesto e in ogni caso deteriorate'. In altre parole, siamo davanti ad opere che dovevano essere realizzate dal privato per il Comune di Pisa e non sono mai state fatte, o sono state fatte diversamente da come previsto. E comunque oggi sono ridotte male, con una evidente perdita di valore. Senza contare il fatto che di quelle non collaudate il Comune non è ancora entrato in possesso, Comune a cui non sono mai arrivate le comunicazioni di inizio e fine lavori!".

"Molto curioso il fatto - insiste 'Diritti in Comune' - che la Boccadarno abbia ritirato il permesso a costruire relativo alle opere di urbanizzazione solo nel settembre del 2013, successivamente alla inaugurazione del porto stesso. Siamo davanti ad un gigantesco 'sconto' che il Comune di Pisa sta facendo da anni e continua a fare a questa società: il Comune fa da bancomat per un privato per realizzare i propri interessi e profitti, sulle spalle (e le tasche) dei cittadini".

Gli interventi inoltre sono "per di più non coperte da garanzie valide che il Comune può escutere. Infatti come già denunciato negli scorsi anni, la fideiussione per queste opere è una delle tante tossiche e non è mai stata sostituita, nonostante le nostre denunce e sollecitazioni.  Come è possibile che dal 2013 ad oggi nessuno abbia chiesto conto alla Boccadarno? E' evidente che chi, in questi anni, doveva controllare non lo ha fatto. Non è stato mosso un dito per tutelare l'interesse pubblico ed invece si è sostenuto di fatto un modello di sviluppo fallimentare, che oggi presenta il conto con una società indebitata per centinaia di milioni di euro con le banche e una struttura in parte decadente, in cui non viene neanche eseguita la manutenzione ordinaria".

Chiude il gruppo: "A fronte di simili irregolarità tecniche ed amministrative, si parla solo dell'arrivo di possibili nuovi investitori, con i tappeti rossi già pronti senza mettere come priorità la restituzione al Comune di tutto quanto dovuto. Anche su questo, purtroppo, con la nuova amministrazione nulla sembra essere cambiato...".

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