Potere al Popolo Pisa: "Mentre si muore di Covid a Cisanello la Giunta continua la crociata contro il degrado"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

L’assessore all’ambiente Filippo Bedini tiene a farci sapere che il Comune di Pisa sta impiegando 100mila euro nella rimozione di graffiti e manifesti.

Con gli ospedali toscani al collasso, impoveriti da anni di tagli al Sistema Sanitario Regionale, e davanti alle numerose richieste di interventi politici da parte dei medici stessi per far fronte alla crisi in cui questi versano (testimone l’intervista di Ferdinando Cellai, già coordinatore per l'Area Vasta dei servizi di Anestesia e Rianimazione durante la pandemia, che a inizio ottobre denunciava la mancanza di medici e infermieri negli ospedali pisani) la Giunta Conti pensa a ripulire i muri.

Se in un tempo non troppo lontano si parlava di movida adesso i colpevoli di turno sono manifesti e scritte sui muri ed ecco che l’opinione pubblica viene aizzata nuovamente contro i mulini a vento.

Tutto affinché non si riconosca il colpevole della crisi in cui la città versa in anni di mala amministrazione da parte di chi al potere c’è ancora.

Complice delle recenti misure anti-vandalismo il Rettore Mancarella, sempre in prima linea quando ci si ricorda dell’importanza degli studenti all’interno dell’economia cittadina, trattati come veri e propri salvadanai da spremere all’occasione, oppure quando c’è da trovare un capro espiatorio in questa incessante lotta al degrado, ma mai quando si tratta di dare risposte sul futuro dell’università e di chi la vive.

L’unica collaborazione che avremmo voluto vedere tra Università e Comune sarebbe stata sulla gestione e la riapertura degli spazi universitari e cittadini dediti alla cultura e ad uso degli oltre 50 mila studenti che abitavano la città.

Queste dinamiche non le vediamo solo a Pisa, ma in tutto il territorio nazionale, ad uso di un’intera classe dirigente che non sa più che pesci prendere. Molto discusso negli ultimi giorni l’arresto del Writers romano Geco, di cui tanto si è vantata la Raggi sui canali social.

Da Roma a Pisa non si può che parlare di repressione, in questo caso criminalizzando e censurando un modo di espressione e di fare arte lontano dai canoni della città vetrina, ad uso e consumo dei turisti, ma vicino al disagio e al linguaggio di chi la città la vive e vicine a quelle periferie in cui i graffiti sono l’unico segno di valorizzazione artistica.

I problemi del Cep non sono i graffiti nel sottopasso, ma le case popolari che stanno letteralmente crollando a causa di trent’anni di tagli e politiche disumane portate avanti da oltre trent’anni.

Le case non crollano per le scritte, le università non sono in crisi per i graffiti sui palazzi, gli ospedali non sono al collasso per i manifesti sui muri.

I colpevoli sono anni di amministrazioni che mai hanno dialogato con chi su quei muri ci scrive e che continuano a portare avanti politiche dall’alto delle loro poltrone.

I colpevoli sono quelli che “Sì, bella la mostra di Banksy!” ed il giorno dopo investono 100 mila euro, direttamente dalle tasche dei cittadini, per “una nuova vernice che rende impossibile anche attaccare degli adesivi”.

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