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Precari Cnr, Gelli (Pd): "Pensiamo al riassorbimento di tutto il personale in tre anni"

Il deputato pisano ha incontrato i ricercatori in protesta, indicando una strada possibile per reperire risorse aggiuntive da destinare all'istituzione di eccellenza

"Le proteste dei giorni scorsi da parte dei ricercatori del Cnr di Pisa sono sacrosante: lavoreremo a livello nazionale per rivedere la legge di bilancio e assicurare stabilità a chi opera in un campo d'eccellenza". Così Federico Gelli, deputato pisano del Partito Democratico, dopo aver incontrato nella sede di via Fratti una delegazione dei ricercatori precari in protesta del Cnr di Pisa.

"Quello con la delegazione dei ricercatori è stato un incontro molto importante che ci ha consentito di acquisire il loro punto di vista sulla questione - prosegue Gelli - ho ascoltato le loro proposte: condivido la loro rabbia per la situazione di precarietà e posso assicurare che non li lasceremo soli: con me sfondano una porta aperta, visti i vari interventi che ho realizzato da vicepresidente della Toscana con delega al personale, stabilizzando oltre 450 persone che vivevano in condizioni di precariato da moltissimi anni. Non solo. Nel mio ruolo da responsabile nazionale sanità del Pd ho lavorato per ottenere l'importante risultato della stabilizzazione del personale precario dell'Istituto Superiore di Sanità di 230 persone. Per l'Agenzia Italiana del Farmaco, infine, abbiamo favorito una campagna di assunzioni attraverso selezione pubblica per potenziare la dotazione organica favorendo l'ingresso di nuovi giovani professionisti".

Occorre una convergenza politica: "Abbiamo contattato - spiega Gelli - la vicepresidente del Senato, Rosa Maria Di Giorgi, con la quale è stato fatto il punto della situazione sull'impegno del nostro gruppo al Senato nel cercare di individuare risorse aggiuntive per la copertura finanziaria dei processi di stabilizzazione previsti dal decreto Madia. L'ipotesi su cui stiamo lavorando è il riassorbimento di tutto il personale precario nell'arco di tre anni. Il decreto Madia ha permesso di aprire la strada: è una cosa positiva, anche se bisogna fare di più. I tempi sono stretti, ma l'impegno non mancherà, anche per intervenire in prospettiva in maniera strutturale e non più in emergenza. Non dimentichiamo che Pisa è un’eccellenza a livello nazionale e internazionale nel campo della ricerca".

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