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Questione stadio, Latrofa (Pisa nel cuore): "Non accetteremo faide di partito"

Il capogruppo ha espresso la posizione della lista civica riguardo al tema della ristrutturazione dell'Arena Garibaldi, avanzando anche alcune proposte di discussione e confronto

"La diatriba sull'Arena Garibaldi rientra nella lotta intestina al PD. Ci sono tre rami, corrispondenti a tre correnti politiche differenti, che hanno già avviato le schermaglie in vista delle elezioni comunali del 2018". E' un fiume in piena il capogruppo di Pisa nel cuore, Raffaele Latrofa. La posizione della lista civica riguardo al tema della ristrutturazione dello stadio cittadino è netta e ben delineata.

Immobilismo, faide e scarsa competenza

Secondo il capogruppo di Pisa nel cuore le polemiche che si sono scatenate attorno alla 'questione stadio' sono lo specchio del malgoverno cittadino degli ultimi cinque anni. "Sin dalla presentazione del progetto di costruzione di un nuovo impianto a Ospedaletto, in sostituzione all'Arena Garibaldi, noi di Pisa nel cuore ci siamo opposti portando delle motivazioni concrete e provate a supporto della nostra posizione - spiega Latrofa - abbiamo risposto presentando interrogazioni sulle convenzioni scadute e mai rinnovate di molti altri impianti sportivi distribuiti sul territorio cittadino. Siamo nel 2017 e ancora non è arrivata alcuna risposta, con il risultato che molte società ed associazioni sono in estrema difficoltà".

Il capogruppo dipinge una situazione di totale immobilismo dell'amministrazione in riferimento alla politica sugli impianti sportivi, che ha influito negativamente anche sulle condizioni dello stadio in cui gioca la squadra di calcio della città, che attualmente versa in condizioni tutt'altro che positive. "Lo scorso 20 aprile è stata approvata la variante urbanistica di monitoraggio. Ho sostenuto la mozione per cancellare da questo piano il progetto di costruzione del nuovo stadio ad Ospedaletto, ma tutta la maggioranza, compreso il sindaco Filippeschi, l'ha respinta senza possibilità di confronto".

Latrofa denuncia quindi anche una scarsa coerenza da parte del sindaco Marco Filippeschi e di una parte della sua amministrazione, che fino a qualche settimana fa di fatto non aveva accantonato l'idea di sostituire l'Arena Garibaldi con un impianto nuovo in periferia. "Incasso con piacere, ma anche con la dovuta attenzione, il cambio di rotta del sindaco e di alcuni assessori. Mi auguro che il loro sostegno al progetto di Giuseppe Corrado sia sincero ed onesto. Adesso non è più tempo di dichiarazioni, servono i fatti".

Dichiarazioni che negli ultimi giorni sono arrivate copiose anche dalla sponda dell'Ordine degli architetti di Pisa, che ha inteso precisare la propria posizione sulla ristrutturazione dello stadio con dei comunicati che hanno scatenato molte polemiche. "Una ventina di giorni fa è stato eletto il nuovo consiglio dell'Ordine degli architetti - commenta il capogruppo di Pisa nel cuore - è formato da professionisti che, nella gran parte dei casi, non hanno la minima idea di cosa voglia dire per i cittadini pisani l'Arena Garibaldi". 

L'opinione di Latrofa sulle motivazioni espresse dall'Ordine non si ferma qui, ma si spinge oltre, aggiungendo dei concetti ancora più precisi e diretti: "La partecipazione politica è alla base della democrazia. Non si può affermare che la 'questione stadio' debba esulare da questo tipo di dibattito.  Usciremmo dagli schemi della legalità. Ma non si può neanche accettare passivamente che tale questione venga ridotta da qualcuno a mero strumento per difendere gli interessi di un gruppo a discapito di un altro. Stiamo assistendo ad una partecipazione politica fittizia".

I passi da compiere nell'immediato futuro

Raffaele Latrofa sottolinea, a sostegno della proposta di ristrutturazione dello stadio cittadino, quanto dichiarato dal presidente Giuseppe Corrado qualche giorno fa: "I sette progetti per il restyling dell'Arena Garibaldi verranno presentati a metà settembre, in un dibattito pubblico. Bocciarli adesso, senza che siano stati completati e presentati, è un atto di preventiva ostruzione".

Prende la parola poi Anna Paola Fagioli, architetto e membro di Pisa nel cuore: "Già nel 2013, con l'associazione culturale 'Pisa studium', un gruppo di professionisti del settore si è cimentato nella stesura di progetti alternativi a quello dello stadio ad Ospedaletto. Idee che andavano soprattutto nella direzione della riqualificazione e della ristrutturazione degli impianti sportivi già esistenti". La professionista sottolinea come il progetto dello spostamento dello stadio in periferia non sia ancora stato formalmente tolto dal piano urbanistico, evidenziando quindi il forte immobilismo dell'amministrazione in questo campo.

"Il presidente Corrado ha riaperto la discussione su questo fronte. Personalmente ritengo che la posizione presa dall'Ordine degli architetti sia dannosa per l'intera categoria professionale. L'Ordine dovrebbe essere un organo super partes, estraneo alle schermaglie politiche".

Conclude la conferenza stampa di Pisa nel cuore il capogruppo, Raffaele Latrofa, che illustra a grandi linee quali dovrebbero essere i passi da compiere nell'immediato futuro per sbloccare la 'questione stadio'. "Innanzitutto è di fondamentale importanza firmare la convenzione ponte che consenta al Pisa di usufruire dello stadio nel periodo in cui i progetti di ristrutturazione saranno al vaglio dell'amministrazione e dei suoi esperti. A settembre mi auguro di vedere un'ampia partecipazione popolare al dibattito pubblico su questi progetti. C'è bisogno di calarsi nella realtà delle richieste dei nostri elettori per poter prendere poi le decisioni più giuste. Perciò mi auguro che anche l'Ordine degli architetti partecipi a questo 'bagno di realtà'".

Infine, si augura Latrofa, si dovrà passare alla firma della convenzione definitiva che darà il via al progetto di ristrutturazione vero e proprio: "Non c'è altra soluzione al di fuori dell'Arena Garibaldi. Ci sono analisi e casi di studio a confermarlo. Perciò una volta individuato il progetto migliore, si dovrà procedere nel minor tempo possibile alla stesura della nuova convenzione, che sostituirà quella ponte. Dovrà essere un accordo pluridecennale, espressione di contrappesi necessari tra l'amministrazione ed il Pisa Sporting Club. Il presidente Corrado dovrà assicurare il pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti, e l'amministrazione dovrà garantire una concessione di diverse decine d'anni. Soltanto così il futuro del calcio e dello stadio saranno sicuri e solidi".

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