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Refezione scolastica: è polemica tra minoranza, sindacato e Comune

Pd, M5S e Diritti in Comune, insieme al sindacato di base Cub, parlano di "schiaffo a lavoratrici e lavoratori"

"Schiaffo di Conti e Munno alle lavoratrici della mensa e voltafaccia al Consiglio comunale: dimissioni". Non utilizzano mezzi termini i portavoce dei partiti di minoranza in Consiglio comunale per fotografare la situazione del servizio di refezione scolastica nel territorio pisano. Olivia Picchi del Partito Democratico, Gabriele Amore del Movimento 5 Stelle e Francesco Auletta di Diritti in Comune affrontano il tema muovendo accuse ben definite. "Ora basta. L’assessore Munno si dimetta subito. Sul bando della refezione scolastica si consuma uno schiaffo senza precedenti alle lavoratrici, ai sindacati, alla commissione consiliare competente e al consiglio comunale: una presa in giro intollerabile" si legge nel comunicato congiunto.

Picchi, Auletta e Amore proseguono: "Abbiamo scoperto, infatti, che lo scorso 31 dicembre è stata pubblicata la gara europea per l’assegnazione dell’appalto della refezione scolastica per le scuole comunali tenendo volutamente all'oscuro tutte e tutti su questa operazione e soprattutto sottraendosi da qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacali, non tenendo in considerazione le richieste votate all'unanimità dal Consiglio comunale con un atto di indirizzo preparato dalla Terza Commissione consiliare permanente lo scorso maggio".

"Decine sono state le commissioni in cui l’assessore Munno ha annunciato che avrebbe incontrato i sindacati prima della pubblicazione del bando per ascoltare le loro richieste - vanno avanti i tre rappresentanti della minoranza - ma questo non è mai avvenuto, nonostante i ripetuti solleciti e richiami da parte di tutti i componenti della Terza Commissione consiliare permanente. Addirittura in occasione della discussione del bilancio preventivo, quindi 8 giorni prima della pubblicazione della gara, l’assessore ha taciuto, in occasione della discussione di un ordine del giorno da noi presentato che richiamava la necessità di un incontro con le organizzazioni rappresentative delle lavoratrici, che tutto era pronto".

L'accusa è chiara: "E’ gravissima la mancanza assoluta di trasparenza e di qualsiasi rispetto e considerazione da parte dell'assessore nei confronti delle articolazioni consiliari e delle volontà del Consiglio comunale. Siamo davanti ad un metodo autoritario inaccettabile che svuota di qualsiasi significato il lavoro dei sindacati e delle istituzioni. Porteremo in Consiglio comunale una mozione in cui chiederemo da un lato il ritiro del bando al fine di concludere quei passaggi di confronto con i sindacati indispensabili e doverosi, e al contempo le dimissioni dell'assessore".

Sull'argomento ha preso posizione anche il Cub - Sindacato di base, attraverso il portavoce Federico Giusti: "Da mesi l'assessore Munno ha evitato il confronto con la parte sindacale, nessun incontro si è tenuto con la Rsu del Comune di Pisa e con i sindacati della refezione che hanno reiterato richieste di confronto proprio sul bando di gara". "Ci pare evidente che la giunta Conti - attacca il sindacato - nonostante le richieste di tanti consiglieri della maggioranza, abbia evitato il confronto con i sindacati per non accogliere alcune richieste atte ad inserire clausole sociali maggiori e significative tutele a favore della lavoratrici che avrebbero determinato un aumento dei costi a carico dell'amministrazione".

"Inoltre - continua Giusti - il Comune ha anche evitato di richiamare l'assessore Munno al rispetto del confronto con le organizzazioni sindacali. La Cub ha chiesto una nuova commissione consiliare nella quale gli uffici competenti illustrino i contenuti del bando spiegando quali siano in concreto le richieste accolte e respinte avanzate dai sindacati e dalla commissione consiliare. Siamo preoccupati ad esempio per la possibilità di subappaltare parte dei servizi e per il mancato incremento delle ore del personale refezione\sporzionamento che avrebbe dovuto essere inserito nel bando. Restiamo basiti dai fatti, si evita di rispondere a consiglieri e sindacati pubblicando un bando che almeno avrebbe dovuto essere presentato prima nell'apposita commissione consiliare e ai sindacati".

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