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Consiglio Comunale: si discute della relazione annuale del Garante dei detenuti

Molti gli aspetti critici del Don Bosco, fra cui la realizzazione del gazebo all'esterno per chi è in attesa per le visite, Scognamiglio: "Progetto mai partito"

Dopo un minuto di silenzio in ricordo Jole Santelli, la Presidente della Regione Calabria improvvisamente deceduta la scorsa settimana, e dopo un minuto di silenzio per il professore Samuel Paty brutalmente ucciso la scorsa settimana a Parigi nel corso di un attacco terroristico, e, infine, dopo alcuni question time ed interpellanze, la seduta di oggi 20 ottobre del Consiglio Comunale (dalle 14.30, Sala delle Baleari, diretta streaming), avrà al centro la relazione annuale del Garante dei detenuti e delle persone private della libertà personale, avvocato Alberto Marchesi.

"L’istituto penitenziario - così scrive, nella sua relazione l’avvocato Marchesi - è una struttura ormai obsoleta, la cui costruzione risale al 1935 e, quindi, presenta problematiche di vario genere tali da richiedere l’avvio di importanti ed urgenti lavori di manutenzione straordinaria". Per quanto riguarda le attività dei detenuti, lo scorso anno, su 248 (di cui 151 sono di nazionalità straniera), 17 hanno frequentato la Scuola Alberghiera Michelangelo, mentre 7 hanno frequentalo corsi universitari. "Le attività trattamentali prevedono tutti i gradi di istruzione, dai corsi di alfabetizzazione fino agli studi universitari" conferma la relazione.

Sempre per quanto riguarda i detenuti, "avuto riguardo - così scrive sempre l’avvocato Marchesi - all'attuale chiusura della sezione femminile ed alla inagibilità di alcuni locali nella sezione penale maschile, ne discende che il numero dei presenti è di gran lunga superiore alla capienza massima, in rapporto anche alle attuali situazioni di emergenza sanitaria", aspetti che tra l’altro "hanno dato occasione a manifestazioni di protesta".  Molte poi le problematiche relative alla situazione del Servizio di Assistenza Intensiva, tenuto conto di "un elevato numero di soggetti tossicodipendenti", anche se "nel corso del 2019 non si sono registrai eventi suicidari, ma solo gesti di autolesionismo". 

Inoltre l’avvocato Marchesi, dopo aver ricordato che "sarebbe finalmente in corso di avvio un progetto volto all'allestimento di uno spazio esterno di accoglienza destinato ad ospitare le persone che attendono di accedere alla sala colloqui", segnala che vi sono state "molte difficoltà ad instaurare uno stabile rapporto di collaborazione con i Servizi del territorio che si occupano dei figli minori dei detenuti", mentre, per quanto riguarda l’inserimento nel mondi del lavoro dei detenuti, la relazione dell'avvocato Marchesi sottolinea "la totale assenza di opportunità per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità, così come previsti dallo stesso Ordinamento penitenziario". Viene quindi auspicato, sempre in questa relazione, "che, tra l'altro, l’amministrazione comunale di Pisa possa assegnare alcuni posti di lavoro con mansioni manuali di manutenzione del verde pubblico" e che la stessa amministrazione possa comunque farsi "portavoce anche nei confronti di altre aziende del territorio". Ultima raccomandanzione su "l’opportunità di potenziare il servizio di assistenza in favore dei detenuti tossicodipendenti al fine di avviarli a programmi di recupero, atteso che nella maggioranza dei casi i giovani ristretti in carcere hanno problematiche connesse all'abuso  di sostanze".

Gazebo sullo spazio esterno: "Progetto mai partito"

Non mancherà la discussione su quanto denuncia la vicepresidente della Seconda Commissioni Antonietta Scognamiglio, in base a quanto emerso nella riunione di ieri 19 ottobre: "Siamo venuti a conoscenza del fatto che il progetto per la possibile realizzazione di un gazebo nella zona antistante la casa circondariale, per agevolare le lunghe attese dei parenti dei detenuti, anche al fine di evitare disagi conseguenti le avversità atmosferiche, in verità non è mai esistito a differenza di quanto più volte affermato dal Presidente Lazzeri. Negli scorsi giorni, infatti, il Lazzeri aveva assicurato la commissione che il progetto era stato realizzato ma che era sbagliato e che doveva essere rifatto. Ieri abbiamo chiesto quindi la presenza in Commissione dell’assessore Dringoli e della dirigente Ricci per relazionare sul tema. Con estremo stupore, tuttavia, la dirigente, in assenza dell’assessore, ci ha riferito di non essere a conoscenza di alcun progetto. Preso atto dello stupore abbiamo ricevuto dal Presidente una bozza di progetto effettuato da una società senza che l’Amministrazione avesse provveduto a svolgere il regolare procedimento in fase di progettazione e affidamento. Oltre al fatto che questo può rappresentare un elemento di illegittimità e violazione delle normali regole giuridiche, si rischia altresì di non veder effettuato questo progetto, avendo perso a questo punto tutti questi mesi dietro a detti e non detti. Chiediamo quindi una chiarezza su quanto avvenuto perché non è ammissibile che in una Pubblica Amministrazione si possa procedere in questo modo violando profondamente norme e statuti, tenendo all’oscuro gli uffici amministrativi".

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