Domenica, 20 Giugno 2021
Politica Piazza XX Settembre

Comune, lavori pubblici: "Ricorso eccessivo ad affidamenti diretti e varianti in corso d'opera"

A dirlo la relazione sui 'Controlli di regolarità amministrativa del 2015', redatta dal segretario generale. Ucic-Prc: "Una fotografia particolarmente critica del modello di governo di questa amministrazione"

Palazzo Gambacorti, sede del Comune di Pisa

Scarsa trasparenza, utilizzo ripetuto di procedure di affidamento diretto per quanto riguarda i lavori pubblici, insufficiente rotazione dei soggetti economici coinvolti, con conseguente restringimento del mercato a un numero di soggetti limitati. E ancora: il "ricorso frequente a varianti in corso d'opera" senza giustificate motivazioni e una programmazione delle attività e degli interventi "poco sistematica e organica". Sono le principali criticità che emergono dalla relazione prodotta nei giorni scorsi dal segretario generale del Comune di Pisa, Marzia Venturi, sui 'Controlli di regolarità amministrativa 2015'.

"Un corposo documento - afferma Ciccio Auletta, capogruppo in Consiglio Comunale di Ucic-Prc - da cui anche quest’anno emerge una fotografia particolarmente critica del modello di governo di questa amministrazione, già per altro evidente nelle relazioni del 2013 e del 2014". In particolare dalla sezione 'altri controlli', riguardante l’affidamento di lavori nel quadriennio 2011-2014 emergono, secondo Ucic-Prc, "profili tanto preoccupanti quanto esemplificativi del modo di governare di questa amministrazione in tutti questi anni". Un modo di governare che secondo il gruppo consiliare "non favorisce i controlli, aprendo in qualche modo la strada a tentativi di infiltrazioni mafiose". "E' necessario - prosegue Auletta - aprire una discussione pubblica sulle modalità di affidamento dei lavori perchè questo è uno degli aspetti principali per valutare la qualità di un'amministrazione".

TRASPARENZA, AFFIDAMENTO DEI LAVORI E PROGRAMMAZIONE. La relazione mette in evidenza tutta una serie di problematiche. Innanzi tutto un eccessivo "ricorso a procedure 'veloci', che non sempre garantiscono adeguata pubblicità". Viene infatti utilizzata come "prevalente modalità di scelta del contraente l’affidamento diretto". Una modalità che, sottolinea il segretario generale, "rischia di non assicurare il rispetto del principio di trasparenza e può essere indice di una programmazione degli interventi poco sistematica ed organica".

SOGGETTI COINVOLTI, MERCATO E VARIANTI IN CORSO D'OPERA. Il documento mette anche in evidenza "il frequente ricorso a ditte già conosciute e con sede sul territorio" che comporta "il rischio di un restringimento del mercato a un numero di soggetti limitati, che possono porsi in un rapporto preferenziale con l’amministrazione". Connesso a questo aspetto è anche l'eccessivo utilizzo di varianti in corso d’opera che, si legge nel documento, "risultano carenti in ordine alla sussistenza dei presupposti che le legittimano".

"Su quest'ultimo aspetto - commenta ancora Auletta - i rilievi sono tanto significativi quanto preoccupanti: incompleta istruttoria sull’ammissibilità della variante, assenza della relazione del Responsabile Unico del Procedimento, presenza di illogicità e contraddizioni e insufficiente motivazione in merito alla necessità di ricorrere alla variante. Tutto questo, oltre a confermare l'assenza di una reale programmazione degli interventi, comporta anche un evidente sperpero di denaro pubblico, visto che ad ogni variante corrisponde solitamente un aumento dei costi del lavoro".

INCARICHI PROFESSIONALI. A tutto questo si aggiungono diverse criticità anche per quanto riguarda il conferimento degli incarichi professionali, soprattutto, anche in questo caso, nel settore dei lavori pubblici per servizi di ingegneria e architettura. Dalla relazione emerge infatti che nessuno dei controlli effettuati sulle procedure di affidamento ha avuto un esito pienamente positivo. Le criticità sono dovute in questo caso ad una "individuazione ed esplicazione poco chiara dei criteri di scelta dell’incaricato". 

"Il documento redatto dal segretario generale - conclude il consigliere di Ucic-Prc - traduce in chiaro i rilievi più generali emersi recentemente nell'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti: i soldi ci sono, ma sono spesi male e, aggiungiamo noi, con una evidente discrezionalità da parte della Giunta. Tutto questo determina una diffusa opacità nella spesa pubblica che è potenziale fonte di sprechi, di incremento della tassazione e del debito, ma anche fonte di tagli alla qualità ed alla quantità dei servizi".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Comune, lavori pubblici: "Ricorso eccessivo ad affidamenti diretti e varianti in corso d'opera"

PisaToday è in caricamento