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Domenica, 14 Aprile 2024
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Stop al bando di ricerca tra Scuola Normale e Israele, UCiC: "Mozione ispirata al dettato costituzionale"

Una Città in Comune condivide la richiesta del Senato accademico di rivedere gli accordi relativi alla tecnologia militare

Lo scorso 26 marzo il Senato accademico della Scuola Normale Superiore ha approvato una mozione con la quale richiede "al Maeci di riconsiderare il 'Bando Scientifico 2024' in attuazione dell'accordo di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica Italia-Israele". Una decisione arrivata in accoglimento delle numerose e insistenti proteste della componente studentesca e che segue quella già presa dall'Università di Torino, incanalandosi nella scia di un vivo dibattito sulla questione palestinese negli atenei italiani.

Sulla questione interviene Una Città in Comune attraverso il suo rappresentante eletto in Consiglio comunale, Ciccio Auletta: "La mozione della Normale è emersa a seguito di un percorso molto meditato, sollecitato dall’assemblea plenaria delle studentesse e degli studenti, i quali per alcuni giorni avevano anche scioperato".

"Nella mozione, la Normale sottolinea la necessità di ispirare le attività di ricerca e insegnamento al rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione, impegnandosi alla massima cautela negli accordi istituzionali che potrebbero sviluppare 'tecnologie utilizzabili per scopi militari e alla messa in atto di forme di oppressione, discriminazione o aggressione a danno della popolazione civile, come avviene in questo momento nella striscia di Gaza'. Alla luce di questi principi, la SNS ha chiesto al Ministero di riconsiderare il Bando Scientifico 2024, da cui anche l’Università di Torino ha preso esplicitamente le distanze".

Auletta prosegue: "La posizione della Scuola Normale è una richiesta di grande responsabilità, rivolta sia al Governo che  all’accademia italiana, di interrogarsi sugli esiti e gli utilizzi della propria ricerca, evitando di contribuire con il proprio sapere a fornire gli strumenti per azioni di guerra quali il massacro di civili palestinesi inermi perpetrato dal governo israeliano".

"Fra i molti, violenti attacchi ricevuti dalla Scuola per questa importante risoluzione, ci preoccupa particolarmente quello dell’Associazione Amici della Scuola Normale Superiore, che ha dichiarato 'sconcerto' e richiamato duramente il Senato accademico - precisa il capogruppo di UCiC - Ma sconcertante è piuttosto che le libere decisioni dell’università possano essere delegittimate a mezzo stampa da un’associazione esterna ma tutt’altro che disinteressata".

"Degli Amici della Normale fanno infatti parte tanto il direttore e vicedirettore della Scuola quanto soprattutto molti personaggi di peso del mondo industriale e aziendale, fra cui il presidente di Tim uscente Salvatore Rossi, o Enrico Tommaso Cucchiani, già consigliere del Weizmann Institute of Science Israeliano; ma anche l’ex capo di gabinetto di Maria Elena Boschi e figure chiave di Intesa Sanpaolo (questa, peraltro, fra i soci dell’Associazione insieme a numerose altre banche e istituti)".

"E' inaccettabile, grave e pericoloso - attacca Auletta - che il mondo delle banche e delle aziende intervenga aggressivamente sulle mozioni di un’università pubblica, sfruttando il nome di un’associazione di 'Amici' che, da statuto, vuole 'sviluppare un collegamento permanente tra il mondo economico e imprenditoriale e la Scuola Normale'. Se questo collegamento significa cercare di sovradeterminare le decisioni dell’università, noi continuiamo a rivendicare un'accademia libera e non compromessa con guerre e genocidi, e applaudiamo alla mozione della Scuola Normale, che riconosce la responsabilità storica di rifiutare la ricerca al servizio della guerra e che non si farà certo intimidire da tentativi esterni e interessati di delegittimazione".

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