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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

Revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini: arriva il sì di Pd e Art.1-Mdp

Ferdinando De Negri, capogruppo in Consiglio Comunale del Partito Democratico, e Veronica Fichi, capogruppo in Consiglio Comunale di Art.1-Mdp, appoggiano la proposta del consigliere di 'Pisa è' Giovanni Garzella

La richiesta del consigliere Giovanni Garzella (Pisa è) di revocare la cittadinanza onoraria che il Comune di Pisa concesse a Benito Mussolini il 23 maggio del 1924 ha ricevuto il sì di Ferdinando De Negri, capogruppo in Consiglio Comunale del PD e quello di Veronica Fichi, capogruppo in Consiglio Comunale di Art.1-Mdp nonché vicepresidente provinciale dell’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

“Credo - così ha scritto Ferdinando De Negri - che dal punto di vista del principio chiunque debba essere d’accordo con la proposta di Garzella, che è in linea con i valori democratici e antifascisti della nostra Costituzione, che devono essere rivendicati con forza in un periodo di parziale rivalutazione di un ventennio terribile della storia italiana e pisana, che oltre alla negazione della libertà di pensiero, all’autoritarismo e al nazionalismo ha visto perpetrare la violenza e l’odio per il diverso. Resta da verificarne - conclude De Negri - l’attuabilità pratica, ma per questi motivi il PD è convintamente favorevole alla proposta”.

“Condivido - così ha dichiarato Veronica Fichi - le considerazioni di Garzella, la cittadinanza onoraria allora conferita a Mussolini in molte città non fu altro che un omaggio che ebbe come dittatore nel celebrare la memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale, spesso fu conferita dai commissari prefettizi, ma non ha davvero niente a che vedere con la storia della città, anzi la offende se pensiamo che proprio a Pisa furono firmate il 5 settembre del 1938 le leggi razziali e che la nostra città è medaglia di bronzo al Valore Militare. E' proprio la parola 'onoraria' a creare un ossimoro con quegli eventi tragici che legano Pisa a Mussolini e al fascismo. Si tratta di un atto revocabile, non di un monumento storico di pregio architettonico, lasciarlo in quell'elenco significa pensare che oggi sia giusto onorarne la memoria. Lo fece - conclude la Fichi - già la città di Firenze nel 2009, Pisa non dev'essere da meno”.

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