Sabato, 23 Ottobre 2021
Politica

Inchiesta 'ndrangheta in Toscana: revocato l'incarico al capo di gabinetto Ledo Gori

La decisione del governatore della Regione Eugenio Giani: Gori è indagato per corruzione in uno dei filoni dell'inchiesta

Il presidente della Regione Eugenio Giani, come riporta FirenzeToday, ha revocato l'incarico di capo di gabinetto a Ledo Gori, indagato per corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio in uno dei filoni dell'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Toscana, deflagrata la settimana scorsa e che ha portato a numerosi arresti e sequestri.

Nello specifico l'accusa ritiene che Gori, in Regione da oltre 20 anni al fianco dell'ex presidente Enrico Rossi, prima con quest'ultimo assessore alla Sanità e poi nei 10 anni alla presidenza - incarico poi confermato da Giani - si sarebbe messo almeno in parte a disposizione di alcune aziende conciarie della zona di Santa Croce sull'Arno (coinvolte nel presunto sistema di smaltimento illecito di rifiuti ricostruito dalle indagini della Dda) in cambio di una pressione da parte loro per farlo riconfermare capo di gabinetto. Accuse che Gori smentisce in toto.

Fatto che Giani, dopo la sospensione arrivata due giorni fa, ieri ha deciso per la revoca dell'incarico, dopo un faccia a faccia con lo stesso Gori che, secondo quanto emerge, avrebbe negato ogni responsabilità e non avrebbe avallato il 'suggerimento' di farsi da parte di sua spontanea volontà.
Le deleghe di Gori erano già state trasferite al direttore generale della Regione Paolo Pantuliano, che le manterrà ancora per qualche giorno. Poi dovrebbe essere nominato il successore. Nell'inchiesta, tra gli altri, risultano indagati anche il sindaco di Santa Croce sull'Arno Giulia Deidda (con l'accusa di associazione a delinquere) e il consigliere regionale del Pd Andrea Pieroni (accusa di corruzione).

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