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Democrazia e antifascismo a Pisa: "Revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini"

E' la proposta lanciata dal consigliere di 'Pisa è', Giovanni Garzella. Il Comune di Pisa concesse al Duce il riconoscimento, tutt'oggi in vigore, nel 1924

Revocare la cittadinanza onoraria, concessa il 23 maggio del 1924 e tutt'ora in vigore, a Benito Mussolini, all'epoca Presidente del Consiglio dei Ministri e Duce del fascismo. E' la proposta di delibera avanzata dal consigliere di 'Pisa è' Giovanni Garzella. Proposta che verrà discussa in una prossima seduta del Consiglio Comunale. Una richiesta che arriva dopo che il consigliere aveva promosso ed ottenuto la costituzione di un comitato, 'I missionari della politica', che studiasse la storia delle Giunte comunali antifasciste del dopoguerra.

"La figura storica di Benito Mussolini - afferma Garzella - capo del regime fascista e responsabile politico della soppressione delle libertà civili, politiche e sociali è palesemente in conflitto con i principi di pace, uguaglianza democrazia e libertà che oggi ispirano e guidano la comunità cittadina e la costituzione italiana. Si aggiunga inoltre che la cittadinanza onoraria è in contrasto con anche con l'articolo 3 dello Statuto del Comune di Pisa e, in particolare, il comma 3 che recita 'Il comune, in coerenza con i valori antifascisti espressi dalla resistenza che hanno portato ad avere risconosciuta la medaglia di bronzo alla città e con i principi costituzionali, la promozione dei diritti umani, delle libertà deocratiche e della cooperazione internazionale, riconosce nella pace un diritto fondamentale degli uomini, delle donne e dei popoli'".

"Infine, e non per minore importanza - conclude Garzella - non possiamo neppure dimenticare che il 5 settembre 1938, proprio nella nostra città, e più precisamente a San Rossore, vennero firmate le leggi razziali che impedivano agli ebrei di lavorare per gli enti pubblici, comprese scuole e università, per banche ed assicurazioni, così come di fare il notaio o il giornalista. Tutto questo mentre i ragazzi dovevano andare in scuole separate. Leggi razziali che ebbero, tra i sostenitori, il pisano Guido Buffardini Guidi, sottosegrtario all'Interno del governo fascista dal '33 al '43". Domani, sabato 27 maggio, ricorrerà inoltre, promossa dall'Anpi, la 'Giornata dell'antifascismo'.

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