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Bollino Blu nei negozi per la precedenza alle persone autistiche: "Operazione di facciata, sia ritirata"

La richiesta delle minoranze all'assessore Munno

La vicepresidente della Seconda Commissione Permanente del Consiglio Comunale di Pisa, Maria Antonietta Scognamiglio (Pd), insieme alle minoranze, chiede all’assessore alla Disabilità Sandra Munno di ritirare la delibera il Bollino Blu, il progetto del Comune di Pisa che prevede un simbolo di riconoscimento da apporre sulle vetrine delle attività commerciali del territorio comunale disponibili a dare precedenza negli acquisti a persone con autismo.  
“Già nel luglio scorso - affermano Scognamiglio e Vladimiro Basta (PD), Federico Oliveri (Diritti in Comune) e Gabriele Amore (M5S) - avevamo espresso le nostre riserve nei confronti del Bollino Blu, sottolineando come il progetto fosse stato realizzato senza il coinvolgimento delle associazioni di persone con disabilità operanti nel territorio”. 
“Su nostra richiesta - continuano i rappresentanti delle minoranze - è stata avviata una discussione nella Seconda Commissione Consiliare Permanente dove sono stati invitati a intervenire l’assessore Munno, la Garante delle persone con disabilità e rappresentanti delle associazioni: AINSPED, Talenti Autistici, Anfass, Eppur si muove, Autismo Pisa. In questo contesto il 22 settembre sono nuovamente emerse le criticità del progetto che prevede, ad esempio, che la persona autistica debba dichiararsi tale in pubblico per poter avere la precedenza in un esercizio commerciale. Il progetto inoltre non prevede alcuna formazione dei commercianti sui comportamenti da tenere per mettere in atto un’accoglienza inclusiva delle persone autistiche. In questo modo il bollino diventa semplicemente un’operazione di facciata”.
 
“La fondatezza delle nostre posizioni - aggiungono - è stata ulteriormente confermata pochi giorni fa dall’intervento di Salvatore Nocera, avvocato e presidente del Comitato dei Garanti della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), secondo il quale questa pratica finisce con nuocere ad una vera cultura dell’inclusione”. "L’avvocato Nocera ha infatti sottolineato come la Legge 104/1992 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone disabili) già stabilisce che la condizione di disabilità, in situazione di gravità, costituisce diritto di precedenza nell’accesso a tutti i servizi previsti dalla stessa legge, e cioè tutti i servizi pubblici e privati".
I rappresentanti delle minoranze fanno proprie le parole dell’avvocato Nocera: “Se trattasi di un diritto, non ha senso che solo alcuni negozi vogliano mostrare il rispetto dello stesso o, peggio, solo per talune categorie, ma esso deve essere rispettato da tutti e a favore di tutte le persone con disabilità in situazione di gravità senza il bisogno di mostrare che si abbia attenzione per l’una o l’altra categoria di persone”. 

“Si chiuda dunque questa pagina infelice - concludono - e si avvii una discussione per definire un progetto serio che non può che partire dal confronto con le associazioni”. 
 

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