Martedì, 28 Settembre 2021
Politica Cascina

Ex mostra del mobilio di Cascina: "Abbattimento nuova chance per la città"

Il sindaco Alessio Antonelli vede di buon occhio l'arrivo di investitori per la riconversione come prevista nella variante urbanistica. Critico il Terzo Polo: "E' speculazione edilizia"

Il futuro dell'area dell'ex mostra del mobilio sulla Tosco-Romagnola, alle porte del centro storico di Cascina, in questi giorni è il perno della discussione politica della cittadina. Il sindaco Alessio Antonelli ha affidato a Facebook le sue considerazioni in merito all'interessamento di un privato ad investire sulla riconversione, sulla base della variante urbanistica approvata alcuni mesi fa.

"Abbiamo dato - spiega Antonelli nel post del 21 gennaio - nuove funzioni alle parti 'morte' di questa città e la mostra del mobilio ne è l'esempio principale. Se la notizia dell'acquisto sarà confermata significa che le nuove norme stanno funzionando e che questa città sta uscendo, finalmente, dall'immobilismo. L'abbattimento della mostra segnerebbe uno spartiacque. La politica deve farla finita di far dibattiti infiniti. E' arrivato il momento di agire: il nostro compito è quello di creare nuove chance per rianimare la città. Sta poi agli investitori e ai privati saper cogliere occasioni e opportunità".

Un'operazione immobiliare che avrebbe benefici per la collettività. "Non dimentichiamoci - prosegue il sindaco - che se la notizia sarà confermata la prima cosa che l'investitore dovrà fare sarà la messa in sicurezza idraulica di una zona, tra cui via Pascoli, messa più volte in ginocchio dalle bombe d'acqua. Ci sono precisi vincoli e restrizioni, a partire dall'abbattimento del colosso mostruoso fino alla realizzazione di un nuovo immobile di volume nettamente inferiore all'esistente, nuovi parcheggi, aree pubbliche ed un'area a verde. Senza dimenticare che se l'indiscrezione fosse confermata un investimento del genere significherebbe almeno una ventina di nuovi posti di lavoro. E' inutile continuare ad aspettare".

Di tutt'altro avviso i consiglieri del Terzo Polo di Cascina. "Finalmente, vicino alle elezioni, le carte vengono scoperte! L'intervento di Paganelli (sfidante per le primare Pd di marzo del sindaco ndr) sulla stampa, che non è d'accordo sul futuro dell'immobile dell'ex mostra del mobilio, è sicuramente condivisibile. Parole che avremmo preferito ascoltare nella seduta del Consiglio comunale nel quale è stata approvata la variante al Regolamento Urbanistico che, tra gli altri disastri di cui abbiamo segnalato per tempo i rischi, conteneva anche il cambio d'uso della mostra".

"A marzo 2015 - ricostruiscono - tutta la maggioranza di allora, cioè Pd, Sel e Comunisti Italiani, ha approvato questo documento riscuotendo dal sindaco il titolo di eroi, di testimoni di una rivoluzione copernicana. Una triste rivoluzione che conteneva ben 6000 mq, area su cui insiste la vecchia mostra, da riutilizzare per 5000 mq a destinazione commerciale e, così come sull’area ex 'Cittadella dello Sport', dove sarà possibile edificare 4.008 mq di edilizia residenziale, pari a circa 54 appartamenti, 2.500 di commerciale, 2.000 di direzionale, 8.000 di strutture di interesse pubblico, per un totale di 16.508 mq, con buona pace della 'green revolution', e sacrificando una superficie di circa 90.000 mq".

Riconversione quindi che rappresenta un aggravio del costruito: "Altro che inneggiare al 'consumo zero' di territorio. Altro che tentare di giustificare queste scelte con 20 nuovi posti di lavoro quando il saldo complessivo sarebbe negativo viste le conseguenze sulle attività che rischiano la chiusura. In realtà è una semplice speculazione edilizia".

Politicamente cambia lo scenario: "Adesso accogliamo con grande soddisfazione che Paganelli concorda con le nostre posizioni quindi possiamo ancora recuperare questa parte. Come? Non votando, assieme a noi, il secondo stralcio della variante. Questo ulteriore documento prevede di far passare edificabili 6 ettari di terreno agricolo nella zona di Navacchio. Inoltre, il Terzo Polo proporrà di inserire un articolo nelle NTA del RU a tutela del tessuto sociale e commerciale di vicinato per l'area della mostra, articolo che un po' tutti i Comuni lungimiranti, hanno adottato".

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