Venerdì, 30 Luglio 2021
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Riequilibrio PEF Pisamover, Diritti in comune: "Centinaia di migliaia di euro pubblici usati per coprire i mancati profitti"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La Giunta Conti ha approvato in fretta e furia, senza alcuna informazione e confronto con il Consiglio Comunale, gli schemi per la procedura di riequilibrio del Piano economico finanziario del Pisamover alla luce delle perdite della infrastruttura, accresciutesi dal marzo del 2020 a causa della pandemia.
Ancora una volta evidenziamo una mancanza di trasparenza e di discussione da parte della destra su una questione che poi ha per di più pesantissime ricadute sul bilancio comunale.
E i numeri confermano, ancora una volta, le denunce che abbiamo fatto in tutti questi anni in merito a questa opera e ai perversi meccanismi finanziari connessi che vanno solo a colpire le tasche dei cittadini e delle cittadine, in nome della esclusiva tutela degli interessi privati e della rendita finanziaria.

Lo scostamento dal bilancio previsionale del Pisamover ammonta a 9 milioni di euro nel biennio 2020-2021 e come primo passaggio per il riequilibrio il Comune verserà alla società che gestisce l’infrastruttura il 20% di questo buco, ovvero una cifra a 1 milione e 800 mila euro, che includendo l’iva arriva a circa 2 milioni di euro.
La Giunta ha dato così il via libera a questo stanziamento accettando al contempo anche la clausola che la procedura di riequilibrio si chiuderà quando la pandemia sarà finita- fissando arbitrariamente la data del 31 dicembre 2022 - e si potranno fare previsioni più affidabili.
Occorre svelare l’ennesimo inganno del Pismaover: non solo non è accettabile che sia il pubblico a pagare le perdite del privato, come sottoscritto dallo stesso Comune nella convenzione capestro con cui fu realizzata l’opera, ma la cosa ancor più incredibile è che si usino i soldi pubblici non per coprire le perdite reali relative al funzionamento dell’opera, ma per pagare la mancata remunerazione del capitale investito a partire da previsioni assolutamente strampalate di un PEF che abbiamo già ampiamente criticato e che aveva mostrato l'inconsistenza ben prima dell'inizio della pandemia.

Per dare un'idea degli ordini di grandezza, il socio unico del concessionario Leitner S.p.a rinuncia oggi ad appena 300 mila euro di profitto relativi al 2020 e semplicemente posticipa ad una data futura l'incasso di quasi 3 milioni di euro.
In altre parole siamo davanti ad un meccanismo tutto finanziario per cui si va oltre alla socializzazione delle perdite, ma si utilizzano soldi pubblici per garantire la rendita finanziaria a scapito della collettività, cosa di per sé inaccettabile e che diventa ancor più grave nella fase di crisi che stiamo vivendo a causa della pandemia.

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