Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

Rifiuti, Geofor e Retiambiente, M5S: "Modello di gestione fallimentare"

Il Movimento 5 Stelle attacca ancora, non solo sulla mancata trasparenza del conferimento, ma anche per conflitti di interesse e sul modello Ato: "Si va verso il potenziamento dell'inceneritore"

Il Movimento 5 Stelle si mobilita ancora una volta per la questione Geofor. Dopo le censure circa la non trasparenza del passaggio da Geofor a Retiambiente, con poi la ferma smentita bilancio alla mano da parte dell'azienda con tanto di minaccia di querela, insieme alla capogruppo Elisabetta Zuccaro hanno tenuto oggi una conferenza stampa i consiglieri regionali Giacomo Giannarelli e Irene Galletti.

Se da un lato sono stati ribaditi i dubbi circa la regolarità dell'operazione che ha portato l'azienda di rifiuti a liquidare i soci privati per oltre 5 milioni di euro, passaggio necessario per tornare al 100% pubblica e quindi entrare con la liquidità rimasta nel soggetto unico Retiambiente, dall'altro i rappresentanti pentastellati attaccano il modello degli Ato perseguito dalla politica locale e regionale Pd, definita da Giannarelli "ottusa e fallimentare".

E' l'intero contesto ad non convicere i pentastellati. "E' tutto avvenuto in un clima di conflitto istituzionale - spiega la Zuccaro - con prima le pressioni denunciate dai revisori dei conti in merito al bilancio ad inizio dicembre. Dopo questa prima fase gli stessi controllori, in merito alla proposta di deliberazione del Consiglio Comunale sul riordino delle partecipazioni del servizio integrato dei rifiuti, hanno dato parere favorevole dicendo però che mancavano i documenti per effettuare una valutazione sugli effetti della liquidazione e sugli equilibri nella futura Retiambiente. Poi l'iscrizione all'ordine del giorno in Consiglio senza passare in Commissione. Poi la perizia, in seguito contestata da Geofor, che fissava il valore della stessa in 9 milioni, con la nuova analisi che invece l'ha valutata 14 milioni. In 6 mesi c'è una grossa differenza di valore, che quindi comporta aumento anche nella liquidazione".

La passata denuncia era quindi quella a pagare alla fine erano i cittadini, con le tariffe sempre in aumento. Ma non è tutto: "Passando con meno capitale in Retiambiente - prosegue la Zuccaro - se ne possiede anche una quota minore, potendo così incidere meno in quello che potrà decidere il privato che al 45% entrerà in Retiambiente. Il pericolo è che non si decideranno le politiche industruiali per i rifiuti, finendo per perderne il controllo e vedere potenziati settori come l'inceneritore".

A febbraio la questione è diventata di dominio nazionale con l'interrogazione parlamentare del M5S,riguardo quanto esposto finora. A preoccupare è la tenuta del modello in sé: "Il modello dell'Ato sud - afferma Giannarelli - che si vorrebbe replicare sulla Costa si sa già che è fallimentare: l'Agenzia Regionale Recupero Risorse ci dice che la raccolta differenziata lì è addirittura del 36,4%, sotto la media del 45% della Toscana e ben lontano dall'obiettivo del 65%".

"Questo accade - prosegue Giannarelli - perché c'è conflitto di interesse nel sistema: chi raccoglie i rifiuti è lo stesso che li smaltisce. Per noi i soggetti devono essere diversi. Facciamo quindi anche un'appello al mondo scientifico per liberarsi dai partiti, non sembra infatti un caso che il dottor Marco Frei, amministratore unico di Reti Ambiente spa, sia anche il direttore scientifico del master Waste Management del Sant'Anna, corso co-finanziato da Geofor dove non si fa menzione della strategia scientificamente provata 'Rifiuto Zero', sposando invece la causa dell'incenerimento".

"Pisa è settima nella triste classifica delle città con gli aumenti più alti dell'imposta sui rifiuti, più 60% in cinque anni - ha aggiunto Irene Galletti - e continua ad avere delle performance insufficienti. Questo a fronte di esempi virtuosi in Italia e all'estero che potrebbero semplicemente essere copiati. I rifiuti sono una risorsa, come dice l'Unione Europea, e anche la ritrosia dei cittadini a processi virtuosi come il porta a porta nascono dall'assenza di una efficace comunicazione dei gestori. Queste pratiche vanno spiegate con incontri pubblici nei quartieri, accompagnate da un progressivo riconoscimento di maggior decoro cittadino e valorizzate con la tariffa puntuale: meno rifiuti gettati meno spesa".

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