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Rifondazione Comunista annuncia ricorso al Tar contro il pirogassificatore

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Il Partito della Rifondazione Comunista, in continuità con l'impegno assunto fin dall'inizio nella vicenda del pirogassificatore Waste Recycling ed in virtù della sua netta contrarietà all'impianto, darà avvio nei prossimi giorni ad un ricorso al Tar.

L'iniziativa, già annunciata a dicembre, è la naturale evoluzione della richiesta di annullamento fatta dal nostro consigliere provinciale Andrea Corti il 28 dicembre presso la direzione generale della Provincia di Pisa. Tale richiesta, che si fondava su quelle che tutt'ora pensiamo essere delle forti incongruenze nell'iter che ha portato alla concessione dell'autorizzazione all'impianto, ha ricevuto una risposta negativa lo scorso 27 gennaio a firma del direttore generale Giuliano Palagi. Malgrado questa risposta ed anche a seguito delle confutazioni prodotte dall'ufficio, che riteniamo insufficienti e deboli, abbiamo dunque deciso di dare adito ad un nostro legale di fiducia al fine di fare richiesta di ricorso entro il limite di legge, stabilito al 22 di Febbraio.

In particolare le osservazioni portate all'attenzione della Provincia di Pisa riguardavano tre aspetti che tutt'ora ci sembrano assolutamente dirimenti nella questione dell'autorizzazione di un impianto definito “sperimentale”. Tale impianto infatti dovrebbe essere soggetto a una serie di restrizioni: capacità di trattamento inferiori a 5 tonnellate giornaliere (e non trenta come nel progetto approvato), nessun utile economico di esercizio mentre in questo progetto è previsto l'allacciamento e la cessione a terzi di energia prodotta in eccedenza e, infine, in ragione del fatto che le caratteristiche sperimentali sono relative alle valutazioni delle emissioni in atmosfera non si può escludere la produzione di sostanze sconosciute e quindi l'autorizzazione deve essere rilasciata non dalla Provincia ma dal Ministero dell'ambiente di concerto con i Ministeri della salute, dell'attività produttive e della ricerca.

Il ricorso dunque cercherà di fare chiarezza su queste determinazioni amministrative, in un'ottica di assoluta solidarietà con gli altri due ricorsi già annunciati da parte del Comitato Antinquinamento e del Comune di Castelfranco. Le spese del ricorso saranno a carico dei livelli regionale e territoriali del partito, che convinto delle sue posizioni le porterà di fronte al giudice. Tutto questo nella speranza di far valere i diritti dei cittadini e di un territorio in cui l'assoluta mancanza di pianificazione territoriale della Provincia da una parte, e numerosi conflitti d'interesse tutt'ora insistenti in seno al Partito Democratico di zona dall'altra, hanno fatto si che le prerogative di un'azienda privata avessero la meglio sulla salvaguardia della salute delle persone, delegittimate gravemente anche sul piano politico insieme alle stesse istituzioni.

Giuseppe Novino
Responsabile ambiente
Segreteria provinciale Rifondazione Comunista

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