Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

Rifondazione e Uaar: "La chiesa paghi per intero l’Imu dovuta al Comune di Pisa"

Rifondazione Comunista ha fatto approvare in Consiglio Comunale (contrari PDL, FLI, UDC e 4 consiglieri del PD) un ordine del giorno in cui chiede un piano di accertamenti e controlli sistematici per far pagare per intero agli enti ecclesiastici l'IMU dovuta sugli immobili ad uso commerciale

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Fra i temi caldi della campagna elettorale l'IMU si caratterizza per un alto tasso di ipocrisia. PD e PDL che l'hanno votata in Parlamento, e lo stesso Monti a capo della sua lista, promettono ora di abolirla o ridurla sulla prima casa. Facile capire perché: l'imposta interessa più del 70% delle famiglie italiane che possiedono la casa dove abitano. Alla ricerca di voti, nessuno degli attuali pentiti dell'IMU fa un discorso di vera giustizia sociale. Alla luce della Costituzione, che prescrive un sistema fiscale progressivo, l'IMU andrebbe cancellata solo per chi vive nella propria unica casa di proprietà ed ha un reddito familiare non superiore ai 45.000 euro l'anno: non per tutte le prime case, né per tutti i redditi. Andrebbe inoltre commisurata all'effettivo valore di mercato degli immobili. La stessa Unione Europea, nel nome della quale l'imposta era stata introdotta, ha criticato l'IMU come una tassa iniqua che aumenta la povertà proprio perché è slegata dal reddito e prevede aliquote uguali per immobili di diverso valore, ma assegnati alle stesse categorie catastali.

In tutto questo dibattito il convitato di pietra è la Chiesa Cattolica che, con la sua rete di enti ecclesiastici, diocesi, associazioni e ordini, rappresenta uno dei principali immobiliaristi mondiali: detiene infatti tra il 15% e il 20% dell'intero patrimonio immobiliare italiano, escludendo edifici adibiti al culto e annessi. Finora, non solo la Chiesa riceve dallo Stato italiano ingenti risorse per il proprio sostentamento attraverso l'8 per mille, ma è sempre riuscita a scansare il pagamento di gran parte delle tasse dovute sul proprio patrimonio. L'azione lobbistica nei confronti dei principali partiti, unita ad una secolare sudditanza psicologica della politica italica nei confronti del clero, ha garantito a lungo alla Chiesa un'elusione fiscale legalizzata e una quasi totale assenza di controlli.

La situazione più scandalosa riguardava gli edifici di proprietà degli enti ecclesiastici adibiti ad uso "non esclusivamente commerciale": grazie al decreto Bersani-Visco del 2006 gli edifici della Chiesa con compresenza di attività commerciali e non erano esonerati dal pagamento dell'ICI. Rifondazione Comunista, in collaborazione col Circolo UAAR, ha portato in luce il fatto che a Pisa, su quattro edifici di proprietà di enti ecclesiastici in cui si svolgono dichiaratamente attività commerciali, a fronte di un'ICI teorica dovuta calcolabile intorno ai 90.000 euro per il 2011 il Comune ne aveva incassato soltanto 13.000.

Nel frattempo, su pressione dell'Unione Europea, la normativa sull'IMU è cambiata. Lo scorso 8 dicembre è finalmente entrato in vigore un nuovo Regolamento in base al quale gli enti ecclesiastici dovranno pagare l'imposta in proporzione alle parti dell'immobile destinate ad uso commerciale, beneficiando dell'esenzione solo per le parti ad uso non commerciale. Il regolamento prevede inoltre che gli enti tengano a disposizione dei Comuni la documentazione utile alle attività di accertamento. Per evitare che, ancora una volta, la norma resti lettera morta lo scorso 21 dicembre Rifondazione Comunista ha fatto approvare in Consiglio Comunale un ordine del giorno che impegna il sindaco e la giunta a verificare le situazioni dei beni di proprietà degli enti ecclesiastici e a riferire entro la fine del mandato il piano di lavoro di tale accertamento.

Riuscirà l'amministrazione a rispettare gli impegni presi? Noi lo speriamo anche se, alla luce del passato, siamo scettici. Per essere sicuri che a Pisa gli enti ecclesiastici paghino per intero l'IMU serve che governi una sinistra di alternativa, radicata nella società reale e con rapporti fecondi col mondo dell'associazionismo e del volontariato. Noi ci siamo.

Giovanni Mainetto, Circolo UAAR Pisa

Federico Oliveri, Rifondazione Comunista Pisa

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