Venerdì, 25 Giugno 2021
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Sciopero dei sindaci: i primi cittadini sfilano in centro contro la manovra

Giornata di mobilitazione dei primi cittadini della provincia di Pisa che si sono dati appuntamento in Piazza Vittorio Emanuele. Al prefetto hanno chiesto sicurezza, ma per De Bonis il territorio è controllato

Si sono dati appuntamento in Piazza Vittorio Emanuele per proseguire il corteo in Corso Italia e arrivare fino alla Prefettura, dove sono stati accolti dal prefetto Antonio De Bonis. Un colloquio sui problemi presenti negli enti locali quello tra il prefetto e i sindaci della provincia di Pisa che hanno manifestato stamattina il proprio dissenso alla manovra economica approvata ieri dal Governo. I primi cittadini hanno riconsegnato le deleghe dell’anagrafe e dello stato civile al prefetto, poi alle 12 si sono fermati davanti all’ufficio anagrafe del comune di Pisa dove simbolicamente sono stati sospesi i lavori.

A COLLOQUIO CON IL PREFETTO. Con il prefetto però il colloquio è stato tutt'altro che soft. Alla richiesta del sindaco di Calci Bruno Possenti, che aveva chiesto l'intervento diretto presso il Governo per aumentare sul territorio gli organici delle forze dell'ordine, De Bonis ha risposto: "Non c'é un palmo della provincia di Pisa che non sia vigilato a dovere dalle forze dell'ordine e dunque è opportuno non confondere l'ordine pubblico con la sicurezza urbana".
"Il tema della sicurezza - ha sottolineato De Bonis - non comprende soltanto l'ordine pubblico in senso stretto, ma anche la sicurezza urbana che non compete a noi ma alle amministrazioni locali ed è spesso proprio il degrado urbano a favorire la delinquenza. Il problema degli organici è generale e non solo di Pisa, non si possono rivedere solo quelli di questa zona, perché se è speciale Pisa lo è anche Milano e qui mancano solo una decina di unità". Parole quelle del prefetto che, nel giorno della protesta dei sindaci, vanno in senso contrario rispetto a quelle pronunciate sempre più spesso dagli amministratori della zona, a cominciare dal sindaco di Pisa, Marco Filippeschi (oggi assente perché impegnato in un viaggio istituzionale in Cina), che chiedono un adeguamento degli organici delle forze di Polizia anche in virtù del patto per la sicurezza sottoscritto quasi 2 anni fa con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni.

IL COMMENTO DI MARCO FILIPPESCHI. Da distanza comunque il primo cittadino pisano si dimostra soddisfatto per la giornata di mobilitazione. “La protesta è riuscita, è un primo passo e dobbiamo darci altri obiettivi: vogliamo essere conseguenti e concreti, coordinare le città per un'iniziativa sugli uffici giudiziari che abbia effetto, valutare la sospensione delle attività per il censimento e concordare con le regioni i ricorsi all'Alta Corte per la lesione dell'autonomia locale garantita dalla Costituzione". Queste le parole del presidente nazionale di Legautonomie Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, che commenta così la giornata di mobilitazione dei comuni italiani contro i contenuti della manovra. "E' possibile e necessario - propone ancora Filippeschi - avviare un'iniziativa per la riforma del Parlamento, per l'istituzione del Senato delle Autonomie e una forte riduzione del numero dei parlamentari eletti, proposta più che matura che ha il consenso della stragrande maggioranza dei cittadini che può essere resa organica e condivisa con le regioni". "Legautonomie promuove una campagna su questo obiettivo, fondamentale per un vero federalismo e per una democrazia efficiente ed efficace. C'é da fare - conclude - una pressione positiva sul Parlamento e sulle forze politiche, che può unire tante sensibilità".Anagrafe chiusa a Cascina 15 settembre 2011

CHIUSA L'ANAGRAFE A CASCINA. Anche il comune di Cascina ha partecipato alla giornata di mobilitazione, chiudendo simbolicamente l’ufficio anagrafe e stato civile dalle 12 alle 12,30 in segno di protesta contro i tagli del Governo.


SOLIDARIETA' DAL PD DI PISA. "Il Partito Democratico - afferma il segretario provinciale Francesco Nocchi - appoggia la protesta dei sindaci e degli Enti Locali contro la manovra. Oggi novemila primi cittadini in tutta Italia hanno reso le deleghe ai prefetti, uniti in un dissenso che va al di là del colore politico e che testimonia per l'ennesima volta il fallimento della destra al Governo, Lega in testa. Hanno detto che il federalismo era cosa fatta e questo è il risultato: sono a rischio servizi essenziali per i cittadini: asili, scuole, sociale, trasporti. I tagli imposti dal Governo sono iniqui e miopi: non è mettendo in ginocchio le città che l'Italia può uscire dalla crisi economica".

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