Solidarietà alla comunità musulmana pisana

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Il provvedimento votato dal consiglio comunale a Pisa tre giorni fa, la cosiddetta ‘Variante Stadio’, stabilisce che la zona dove avrebbe dovuto nascere la moschea debba essere invece adibita a parcheggio per i tifosi. La giunta leghista guidata dal sindaco Conti ha cercato in tutti i modi di bloccare la costruzione di questo luogo di culto, che avrebbe dovuto essere finanziata con fondi privati in un terreno regolarmente acquistato dalla comunità musulmana locale. Al contrario della giunta attuale, noi sardine ci impegniamo per costruire una società aperta, accogliente e multiculturale dove tutti possano integrarsi e vedere garantiti i loro diritti, senza discriminazioni basate sul credo religioso. Riteniamo che una società accogliente sia anche la migliore garanzia di sicurezza per tutti. Noi Sardine Pisane esprimiamo quindi soddisfazione per la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana che accoglie tutte le istanze della comunità islamica relativamente al diniego della giunta a costruire una moschea in Via del Brennero. Siamo quindi solidali con la comunità islamica pisana, che ha atteso con pazienza per anni il riconoscimento del diritto di professare il suo credo religioso, diritto sancito all’articolo 19 della nostra bellissima e sempre attuale Costituzione Italiana, che stabilisce che “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”. Riteniamo che le scelte della giunta del Comune di Pisa siano discriminatorie e razziste, fomentino l’islamofobia e rischino di creare un conflitto tra ‘tifosi’ pisani e comunità musulmana, prodotto solamente da scelte urbanistiche sbagliate. Queste politiche possono infine portare alla conseguenza di professare il culto in garage, magazzini e fondi in affitto, cosa che potrebbe “generare problemi di sicurezza e trasparenza” come anche affermato dall’imam Mohammad Khalil. Chiediamo quindi alla giunta di cominciare un serio percorso di dialogo con la comunità musulmana per stabilire modalità e tempi, certi e rapidi, per la costruzione di una moschea nella nostra città.

6000 Sardine Pisane

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