Sul centro per disabili in Nicaragua: non è solidarietà da “nababbi”

Intervento del vicesindaco di Pontedera Massimiliano Sonetti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

 

Il centrodestra di Pontedera ha votato contro un progetto di solidarietà internazionale in Nicaragua. La realizzazione di un centro per disabili a Leon (Il Nicaragua è il Paese più povero d’America, l’80% della popolazione vive con meno di due dollari al giorno, il 27% della popolazione è affetta da denutrizione).  Si tratta di un’opera finanziata per 78 mila euro dal Comune e che sarà dedicata al nostro concittadino Giovanni Gronchi che tanto aveva a cuore le sorti dei Paesi poveri. La motivazione del centro destra è che, “siccome il Comune piange miseria”, dovrebbe derogare alla solidarietà verso i popoli più deboli.

Io contesto e critico fortemente questa scelta del centrodestra. Innanzitutto stiamo parlando di un’opera che costerà 78 mila euro su un bilancio di investimenti di 4 milioni e 715 mila euro nel 2011 e che quindi incide per l’1,7% sul bilancio - e meno dell’1% se si considerano anche gli investimenti, per 4 milioni e 160 mila euro,  fatti attraverso l’Unione.

Critico fortemente il comportamento demagogico e populista del centro destra perché è avulso dalla realtà del mondo odierno. Quella cifra rappresenta per quei territori un aiuto gigantesco che garantirà la vita a tantissimi minori. Lo stesso centro destra negli scorsi anni ha più volte dichiarato che i cittadini dei Paesi più  poveri vanno aiutati nelle loro terre di origine, per evitare anche che ci siano esodi biblici di massa. Ma poi lo stesso centro-destra al momento delle scelte si tira indietro.

 Quando si decise di realizzare l’ospedale di Suor Ilaria in Africa, per un importo di 200 mila euro, il centro destra approvò la scelta. Oggi incomprensibilmente si tira indietro.

Questa scelta è eticamente giusta e strategicamente utile perché va nella direzione di un maggiore equilibrio tra i popoli e costruisce la pace e relazioni sane tra i Paesi.

Suor Ilaria Meoli parlava di “necessità di essere solidali e in comunione con gli altri per poter comunque creare delle condizioni di vita più accettabili”. Stiamo parlando di popoli che vivono in condizioni che per noi sarebbero inaccettabili. Il fatto che stiamo attraversando periodi di crisi non significa che non ci siano risorse sufficienti a dare una mano. Le nostre difficoltà, che comunque il Comune affronta con dignità e con equità, non possono essere una scusante. La nostra protesta contro i tagli delle risorse nasce dalla constatazione che ben altro comportamento viene tenuto da altri livelli di Governo del Paese, che si vantano di aver abbassato le tasse ai ricchi. Non siamo noi che dobbiamo rinunciare ad aiutare gli altri. Infine faccio notare come solo qualche giorno addietro Papa Benedetto XVI abbia lanciato un appello ai Paesi ricchi del mondo ad aiutare i poveri. La crisi non sia una scusa.

Non è la solidarietà che dobbiamo tagliare: questa crisi non è colpa dei poveri che la stanno pagando.

 

Massimiliano Sonetti

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