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Martedì, 24 Maggio 2022
Politica Cisanello / Via Vittorio Frascani

Pienone per Camusso. Da Mazzini a Monti: "Ricordiamo i nostri diritti"

La leader della CGIL ha toccato temi di attualità importanti, analizzando i problemi della disoccupazione, dimissioni obbligate e pensioni in un periodo di forte crisi e disgregazione

Ieri centinaia di persone hanno riempito il circolo Arci Pisanova per ascoltare le parole del segretario nazionale della CGIL, Susanna Camusso. Dopo aver inaugurato lo sportello "Tutele e diritti" nell'ospedale Cisanello, la Camusso ha concluso il ciclo di seminari organizzato dalla CGIL pisana per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Il dibattito, dal titolo “Crisi, Trasformazioni sociali e lavoro. Quale sindacato per il XXI° secolo?”, ha toccato temi di grande attualità politica e sociale. L'incontro è stato presieduto dal segretario generale della Cgil di Pisa Gianfranco Francese e coordinato da Adolfo Pepe, direttore della Fondazione Di Vittorio. Era presente  anche la professoressa Vanessa Maher dell'Università di Verona. La Maher ha esposto le sue ricerche sui problemi del lavoro femminile e degli immigrati.

Il dibattito è stato aperto da Gianfranco Francese, che ha subito ricordato il 24 gennaio come anniversario dell'assassinio di Guido Rossa, ucciso dalle BR lo stesso giorno di 33 anni fa, nel 1979. "Siamo in una fase ancora molto delicata, anche se siamo usciti dall'incubo berlusconiano - afferma Francese - non dobbiamo dimenticarci di analizzare i temi di una battaglia culturale, da non vivere passivamente".

A seguire il discorso della professoressa Maher che ha esposto il tema delle "dimissioni in bianco".  Prima di firmare il normale contratto di lavoro, milioni di lavoratori firmano, ancora oggi, una lettera senza data che i datori di lavoro si avvalgono di utilizzare quando meglio credono, al posto del licenziamento. Questa lettera viene fatta firmare soprattutto alle donne, per poterle mandare via senza problemi quando sono in gravidanza. Purtroppo non è un fenomeno che riguarda solo il precariato ma anche il 15% dei contratti a tempo indeterminato.

"Il fenomeno è talmente diffuso che nel 2009, 1 milione di donne ha dichiarato di aver firmato una lettera simile e di essere state costrette a dimettersi a causa di una gravidanza - spiega la professoressa Maher - nel 2012 le donne costituiscono ancora quasi il 50% dei lavoratori precari".

Gli interventi del dibattito hanno sollecitato una pronta analisi di Susanna Camusso, che ha parlato come leader di sindacato ma anche come donna. La Camusso infatti non si dimentica delle lotte e dei soprusi che le donne subiscono ancora nei propri posti di lavoro. Dopo un breve excursus storico, che ha riportato alla memoria la lotta delle "Sartine" di Milano, la Camusso comincia a parlare del legame tra democrazia e lavoro.

Un legame indissolubile che è stato alla base dell'unità del nostro Paese, legame che dopo 150 anni comincia a vacillare pericolosamente a causa della crisi e delle poche prospettive lavorative per i giovani.

"Noi difendiamo il lavoro come fondamento, anche se ormai non c'è più niente che ci faccia ricordare i nostri diritti - afferma decisa la Camusso - questa crisi economica coincide con la crisi della democrazia. Il problema dell'unità del paese non è rappresentato solo dalla Lega ma anche dal nuovo movimento dei Forconi, che ripropone una visione separatista del paese".

La Camusso afferma che all'Italia sta mancando il motore da cui si propaga tutto: il lavoro. "Nel nostro paese - sottolinea il segretario generale - manca il lavoro e ci nascondiamo dietro la frase che ormai la situazione è uguale da tutte le parti, ma non è così. In Francia e in Germania si parla di più di lavoro e di ripresa, mentre qui non si sente il bisogno di affrontare seriamente il problema. Alcuni politici, economi e agenzie di rating sono arrivati perfino a dire che per rendere libero il paese si dovrebbe abolire l'art.18".

"I nostri rapporti con il Governo sono sempre stati conflittuali ma si sta arrivando a un punto critico - continua  a dire la leader della CGIL -  è stata fatta una riforma delle pensioni senza nessun confronto con i sindacati, che rappresentano e devono tutelare i diritti dei lavoratori. Si stanno togliendo i diritti fondamentali ai lavoratori. Non si possono allungare i tempi di pensionamento, togliendo opportunità ai nostri giovani e negando il diritto ad una vecchiaia serena a chi ha lavorato tutta una vita".

Susanna Camusso espone preoccupata il quadro di crisi economica e dei conseguenti costi vertiginosi della benzina, che stanno portando scompiglio e scioperi in tutta Italia: "Capisco i motivi degli scioperi perché per un lavoratore è insopportbile sapere che andare a lavorare gli costa di più di quel che guadagna".

"Bisogna ripristinare alcune parole che con il tempo si sono perse nel nostro vocabolario, una di queste è proprio la parola 'uguaglianza' - ricorda la Camusso, che conclude il suo intervento parlando dell'importanza dello Stato Sociale - torniamo anche a difendere l'idea di welfare che non è più visto come un punto di incontro tra capitale e lavoro. Ormai su tutti i fronti, si sta passando da un piano solidale a un piano assicurativo ma questa non è modernità. La modernità dev'essere uguaglianza, lotta alla disoccupazione e rispetto dei diritti dei lavoratori".

Difficile darle torto. Soprattutto pensando che quando manca il lavoro, manca anche la partecipazione attiva dei cittadini alle decisioni del Paese.

 

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