Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

Province della Toscana contro il Governo: si apre la battaglia

Si prospetta un ricorso contro i tagli ai bilanci degli enti provinciali stabiliti dal Governo. Il clima intorno alle Province e alla loro riorganizzazione resta ancora infuocato

Le Province toscane pronte ad azioni legali-giudiziarie contro le norme del Governo che hanno compromesso la loro capacità finanziaria già a partire dall’anno in corso.

Ad annunciarlo è il presidente di UPI Toscana Andrea Pieroni, che ha convocato per domani una riunione con i colleghi di tutte le province, in concomitanza con la prevista udienza della Corte Costituzionale chiamata ad esprimersi sui ricorsi da alcune Regione italiane contro le norme sulle province previste dal decreto Salva Italia.

“Qualunque sia l’esito della sentenza - anticipa il presidente Pieroni - noi daremo battaglia affinché le province siano messe in condizioni di adempiere pienamente alle loro funzioni. Noi non siamo più disponibili ad assumerci responsabilità senza avere i mezzi per dare risposte ai cittadini e ai territori”.
“Non ci sono più le condizioni per lavorare e le province stanno andando verso la paralisi - aggiunge Pieroni - suona beffarda e ridicola la norma che ci obbliga a pagare i fornitori in 30 giorni a fronte dell’azzeramento dei trasferimenti statali e delle norme del patto di stabilità. Il Governo si metta d’accordo con se stesso perché queste disposizioni sono in contrasto tra loro”.

“Valuteremo - prosegue il presidente della Provincia di Pisa Pieroni - come presidenti delle province se ci sono le condizioni per continuare a lavorare svolgendo di fatto i ruolo di commissari di enti morenti; oltretutto non potendo più avvalerci della collaborazione delle giunte il cui azzeramento dal primo gennaio si configura come un atto di natura autoritaria e centralista. E’ come se in una Società si cancellasse d’imperio il consiglio d’amministrazione lasciando solo un’amministratore unico a decidere e fare tutto”.

Ed infine: “E’ grave che il Cal e il Consiglio regionale toscano abbiano dovuto discutere e confrontarsi su un quadro normativo che non prevedeva la possibilità per le città metropolitane di inglobare province limitrofe, cosa che invece è stata introdotta nell’ultimo decreto a partita ormai conclusa. E’ come se il risultato di una partita di calcio fosse modificato quando le squadre sono ormai negli spogliatoi”.

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