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Martedì, 5 Luglio 2022
Politica

"Tangenziale nord est? Un'opera da fermare"

Rifondazione Comunista Pisa non ha dubbi: i lavori per la realizzazione della nuova infrastruttura non devono partire

Il progetto della grande opera denominata Tangenziale Nord-Est prosegue con la presentazione dell’accordo di programma tra Regione e Provincia per l’avvio del primo lotto: 21 milioni stanziati su un totale di 121 per un tracciato complessivo "che attraverserebbe territori e Comuni devastando un ecosistema con un nastro d’asfalto per collegare l’Aurelia al quartiere Cisanello". La segreteria provinciale di Rifondazione Comunista pone dei paletti sul progetto della nuova infrastruttura. E prosegue: "Nella conferenza stampa riportata dai quotidiani ieri, sabato 4 giugno, il presidente della Regione Giani e l’assessore a infrastrutture e mobilità Baccelli ribadiscono la strategicità di un’opera su cui Rifondazione Comunista ha da sempre espresso il proprio dissenso, acconsentendo solamente allo stralcio di una variante dell’Aurelia per alleggerire dal traffico la frazione di Madonna dell’Acqua nel comune di San Giuliano".

"Questo è l’unico tratto che abbiamo accolto - continua Rifondazione Comunista - sulla base dei bisogni espressi dagli abitanti, soffocati dal traffico, ma richiedendo che il progetto del primo lotto di variante fosse stralciato dal resto del progetto, alla cui realizzazione complessiva ci siamo invece opposti perché la riteniamo una grande opera inutile per la cittadinanza, dispendiosa economicamente, dannosa per ambiente e territorio, perciò continuiamo a considerarla sbagliata e insostenibile. La pervicacia con cui non solo il presidente della Regione Giani, ma anche quello della provincia Angori, dimostra che gli amministratori di centrosinistra e del PD in particolare curano esclusivamente interessi estranei a quelli della cittadinanza (come sta emergendo anche per altre vicende, vedi la base di Coltano)".

"Anziché promuovere investimenti per la cura del territorio e la difesa ambientale di ecosistemi già fortemente urbanizzati e cementificati - conclude la nota del partito - viene invece incoraggiata e pianificata una speculazione che provocherà una ulteriore cementificazione del territorio ed effetti nefasti per gli abitanti di quartieri alle porte di Pisa, come rilevato da enti come l’ARPAT che ha già dato a suo parere negativo per l’impatto che avrebbe la realizzazione dell’opera sui quartieri di Gagno, Ghezzano, Cisanello. Come Rifondazione Comunista di Pisa esprimiamo dunque nuovamente la nostra assoluta avversità alla realizzazione della Tangenziale Nord-Est e all’investimento dei 21 milioni per la variante di Madonna dell’Acqua qualora non venga stralciato questo lotto dall’intero progetto".

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