Politica

Tessera o non tessera, SEL a Pisa è in campo per la sinistra di tutti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

L'Assemblea Nazionale di SEL tenutasi sabato scorso ha sancito la rotta verso la costruzione di un nuovo soggetto. L'ambizione è alta: costruire, insieme a movimenti sociali e persone impegnate nelle lotte contro l'austerità degli ultimi anni, una narrazione politica in cui si possa ritrovare la maggioranza dei nostri concittadini. Vogliamo costruire un'alternativa culturale alle Destre e al Partito Democratico a trazione renzista, facendo perno sull'inclusione sociale, sul diritto al lavoro, su politiche eco-sostenibili, sull'investimento in saperi e diritto agli studi, sulle libertà personali.

Dopo un dibattito nell'assemblea del nostro circolo di Pisa Città, Sinistra Ecologia e Libertà ha scelto di aderire e sostenere l'appello “per la sinistra di tutti”, lanciato a dicembre da molti compagni di viaggio dei movimenti. Costruiremo, insieme, un'assemblea nazionale su tre giorni: 19-20-21 febbraio. Mettiamo a disposizione la nostra comunità politica affinché da lì parta un percorso costituente che non sia gestito da fallimentari salotti dirigenti, ma sia in mano a migliaia di persone con storie diverse, da miscelare con coraggio e fiducia. Ecco perché Sinistra Ecologia e Libertà non svolgerà il proprio tesseramento per il 2016: nel corso di quest'anno dedicheremo ogni nostra energia alla costruzione del partito nuovo, dove il profilo programmatico, il nome, il simbolo, l'organizzazione saranno decisi dal popolo di militanti, simpatizzanti, concittadine e concittadini che ambiscono a costruire un cambiamento per il nostro Paese.

Facciamo appello a tutte le forze politiche e sociali della sinistra presenti nel nostro territorio: tante sono le differenze e tante sono state le incomprensioni delle nostre storie recenti. Insieme abbiamo costruito, tuttavia, anche molti strumenti con cui far politica insieme, come le liste unitarie regionali Rete a Sinistra Liguria e SI Toscana a Sinistra. Tutto ciò è importante, ma non basta: possiamo e dobbiamo finirla con i momenti di “unità” intesi come meri patti fra classi dirigenti, utili a mettere insieme un generoso ma sempre più piccolo mondo militante. Noi auspichiamo che questa fase politica veda in primis l'approfondimento delle relazioni fra noi, per costruire battaglie comuni a partire dalla città e affinché il “partito nuovo” non nasca fra rancori e diffidenze reciproche, ma come strumento a disposizione dei cittadini.

È urgente superare l'ormai paradossale frammentazione fra esperienze politiche, costruendo le condizioni più inclusive possibili per un programma comune con cui, a partire dalle nostre città, si proponga un'alternativa di società e di governo. In totale rottura con chi sostiene il Jobs Act, la riforma Boschi della Costituzione, lo Sblocca Trivelle, la (contro)riforma della scuola. In favore del reddito minimo garantito e di più tutele per precari, del rifinanziamento della scuola pubblica e del diritto agli studi, di un piano nazionale per il riassetto idrogeologico, delle modifiche ai trattati e alle leggi che impongono l'austerità. Si dirà che ci dividono i posizionamenti figli delle diverse storie? Bene: su questo si abbia il coraggio di decidere insieme, in base a un progetto politico e culturale. Ecco perché rifiutiamo le sirene incantatrici di chi presume un “ritorno all'ovile” del (fu) centrosinistra - formula ormai buona solo per i manuali di storia: se vuoi la sinistra, devi praticare politiche di sinistra. Oggi la realtà non ci chiede un accordo di “minima sindacale”, ma esige politiche coraggiose per cambiare in meglio la vita delle persone.

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