Politica

Tragedia Lampedusa, Una città in comune: "Il Comune di Pisa si unisca alla campagna nazionale per l’apertura di un corridoio umanitario"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La tragedia di Lampedusa non è una fatalità: quando si controllano le frontiere con lo scopo di impedire l’immigrazione irregolare, i migranti seguiranno rotte sempre più pericolose per arrivare in Italia, e saranno ancora più esposti ai naufragi. Se vogliamo salvare vite umane, se vogliamo aiutare chi fugge da guerre e violenze, se vogliamo rispettare il diritto internazionale, bisogna far entrare i profughi. Anzi, bisogna andarli a prendere nei luoghi di partenza, garantire loro canali di ingresso legale e viaggi sicuri. I Comuni, dal canto loro, devono predisporre idonee misure di accoglienza per coloro che arriveranno.

E’ questo il senso della mozione presentata dal gruppo "una città in comune - PRC" al consiglio comunale di Pisa: un testo che chiede con forza al nostro Comune di unirsi alla campagna nazionale per l’apertura di un corridoio umanitario, promossa dal portale Melting Pot.

La mozione impegna il Sindaco e la Giunta a richiedere una immediata revisione delle norme in materia di contrasto all’immigrazione irregolare, in modo che siano garantite la salvaguardia e la sicurezza di tutti e tutte coloro che affrontano i pericolosi viaggi nel Mediterraneo.

Chiediamo inoltre l’abolizione del reato di clandestinità, la modifica delle norme in materia di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare e l’istituzione di un corridoio umanitario che consenta alle vittime di guerre e persecuzioni di poter arrivare sul territorio nazionale legalmente e in piena sicurezza.

L’abolizione della “Bossi-Fini” del 2002 e del “Pacchetto Sicurezza” del 2009 sono per noi delle precondizioni per una radicale riforma della normativa in materia di immigrazione. Nell’immediato, chiediamo di predisporre speciali misure di protezione umanitaria per i profughi della guerra civile siriana, e più in generale dei conflitti che interessano l’area sud-mediterranea, anche prevedendo il rilascio di permessi di soggiorno per motivi umanitari.

Per quanto riguarda il territorio comunale chiediamo di predisporre un rafforzamento della rete di accoglienza destinata a profughi, richiedenti asilo e rifugiati, anche tramite l’accesso ai finanziamenti destinati dal Governo alla protezione dei rifugiati (cd. Rete SPRAR). Si rende necessaria la creazione di un tavolo di lavoro, finalizzato all’implementazione di misure di accoglienza, che coinvolga sia le istituzioni che le associazioni.

Il nostro territorio deve potersi dotare di speciali misure di accoglienza, che rispettino gli standard previsti dal Manuale Operativo SPRAR, con particolare riferimento agli ospiti del centro di accoglienza di Via Pietrasantina.

Per modificare la normativa sull'immigrazione in modo radicale occorre il contributo di tutte le istituzioni, coinvolgendo il tessuto sociale e le associazioni in modo da giungere il più rapidamente possibile ad un cambio di approccio indispensabile e non più rimandabile.

Sergio Bontempelli
Una città in comune


A questo link è possibile leggere il testo della mozione:
https://unacittaincomune.it/mozione-sulle-stragi-a-lampedusa/

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tragedia Lampedusa, Una città in comune: "Il Comune di Pisa si unisca alla campagna nazionale per l’apertura di un corridoio umanitario"

PisaToday è in caricamento