Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Ucic: "Autonomia differenziata, progetto pericolo da respingere"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La gestione della pandemia del COVID-19 (ancora in corso), ha mostrato gli effetti nefasti della regionalizzazione della Sanità Pubblica, gestita in perenne conflitto con lo Stato Italiano e in maniera diversa dalle 20 Regioni italiane, anche ora con la vaccinazione di massa. Nelle diverse Regioni le misure sanitarie sono state molto diverse tra loro e non certo all’altezza della situazione, con provvedimenti confusi, contradditori, poco efficaci e non tempestivi, con conseguenze molto negative su cittadine e cittadini, che hanno pagato e stanno pagando un prezzo altissimo per questo, dal punto di vista della salute e da quello economico. Il taglio delle risorse finanziarie, soprattutto nei servizi sanitari territoriali e l’estesa privatizzazione operata dalle Regioni ha altresì concorso ad aggravare le conseguenze catastrofiche dell’epidemia.

Nonostante questo il Governo Draghi - sostenuto da un’amplissima maggioranza che va da PD, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, LEU fino a Forza Italia e alla Lega – invece di prendere atto della necessità di tornare ad una Sanità Pubblica gestita in modo uniforme su base nazionale, che riduca invece di allargare le differenze territoriali delle prestazioni sanitarie, in ossequio al mandato costituzionale, ha deciso di andare avanti con lo scellerato progetto dell’ Autonomia Differenziata:

 in aprile 2021, in piena pandemia, il governo Draghi con il Documento di Economia e Finanza (DEF) 2021 ha deciso di confermare, tra i disegni di legge collegati al Bilancio, il DDL “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata di cui all’art.116”, riprendendo l’iter legislativo per realizzare l’autonomia differenziata richiesta da alcuni anni da una parte delle regioni a statuto ordinario, governate da Lega e dal PD: Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, cui se ne stanno aggiungendo altre;

 il 26 maggio 2021 in Commissione bicamerale per il federalismo fiscale, la ministra Gelmini per gli Affari Regionali e per le Autonomie, ha dichiarato la volontà del governo di arrivare all’attuazione del regionalismo differenziato ripartendo dalla legge quadro del ministro Boccia (del precedente governo), confermando il metodo profondamente antidemocratico di portare avanti trattative dirette e non trasparenti tra Stato e singole regioni, da cui l’opinione pubblica e il Parlamento sono tenuti all’oscuro. La stessa ministra ha annunciato di recente la volontà di portare il provvedimento in Parlamento entro il prossimo mese di luglio.

Ma cosa accadrà se verrà approvato il progetto di Autonomia Differenziata?

La Repubblica Italiana sarà dissolta in 20 staterelli - le 20 Regioni attuali - ciascuna delle quali avrà competenze legislative (oggi dello Stato) su moltissimi temi tra i quali Sanità, Scuola, Trasporti, Ambiente e tutela del territorio, contratti di lavoro, rapporti con l’Unione Europea. Ciascuna regione, in competizione con le altre, gestirà in proprio i soldi (gli introiti fiscali) relativi a ognuna di queste materie, per cui i cittadini italiani avranno risorse, diritti e servizi diversi a seconda della regione in cui sono residenti, con un aumento delle diseguaglianze ed una riduzione dei diritti. Se verrà approvata le conseguenze saranno molto pesanti, in ogni settore:

 nel mondo del LAVORO non ci saranno più i contratti collettivi nazionali a tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che verranno trascinati in una concorrenza al ribasso, con aumento della precarietà e riduzione dei diritti;

 nella SANITA’ la regionalizzazione diventerà ancora più spinta di adesso, e la sanità pubblica sarà ancora maggiormente soppiantata da quella privata, attraverso fondi integrativi e polizze assicurative (come negli Stati Uniti);

 nella SCUOLA ogni Regione “governerà” le sue scuole con programmi di studio diversi per ciascuna regione, titoli di studio regionalizzati e personale con contratti differenziati da regione a regione;

 rispetto all’AMBIENTE la frammentazione delle norme porterà a politiche scollegate e deregolamentate, con conseguenze drammatiche sul territorio, sull’ambiente, sull’inquinamento e sulla salute dei cittadini.

Per questo come lista Una città in comune abbiamo organizzato un flash-mob il 13 luglio a Pisa per informare i cittadini di quanto sta accadendo e per chiedere al Governo Draghi e ai partiti che lo sostengono che:

 il DDL sull’Autonomia Differenziata venga stralciato dal DEF 2021 del Governo Draghi: qual è la posizione su questo delle forze politiche che lo sostengono?

 il ritiro di ogni progetto di Autonomia Differenziata: non può esistere una regionalizzazione “solidale” o “soft” e, una volta avviato, il processo andrà avanti con conseguenze pesantissime;

 una gestione della Sanità Pubblica e dell’Istruzione, su base nazionale, basata sulla salvaguardia della salute di cittadine e cittadini e su valori e conoscenze comuni su tutto il territorio nazionale.

 il popolo italiano venga informato adeguatamente sulle conseguenze dell’Autonomia differenziata e, dato il conseguente stravolgimento dell’assetto costituzionale, chiamato ad esprimere la propria opinione, anche con un referendum consultivo di indirizzo parlamentare.

UNA CITTA’ IN COMUNE – PISA

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