Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Udc, verso l’alleanza maggioranza / Sel: Sindaco ma ne vale veramente la pena?

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Da tempo negli ambienti politici pisani e negli organi di stampa si continua a parlare di un graduale avvicinamento tra la maggioranza e Sel, il partito di Vendola. Questo avvicinamento si dovrebbe concretizzare entro la fine dell’anno, con l’approvazione del bilancio comunale.
Crediamo che ai pisani appassionino poco questi balletti sul “dentro e fuori la maggioranza”. Molto di più interessa cosa sta dietro questa alleanza e quali siano le ripercussioni sulla città.
Sappiamo che SEL per entrare in maggioranza continua a chiedere alla giunta Filippeschi alcuni segnali di discontinuità. Su due di questi segnali da tempo i rispettivi partiti si stanno muovendo: le politiche di inclusione sociali e sulla sicurezza; dare gli spazi di via a. pisano al progetto Rebeldia.

Sul primo punto SEL chiede la revisione di un documento per la sicurezza urbana approvato dal consiglio comunale nel 2008, dopo un lavoro intenso svolto dalle commissioni che aveva portato alla condivisione e all’approvazione del documento tra le forze di maggioranza e quelle di opposizione (quindi Pd e le altre forze in maggioranza, insieme all’UDC e al Pdl). Votarono contro solo le forze dell’estrema sinistra (tra cui Sel) perché non volevano, in maniera ideologica, sentire parlare di un problema sicurezza nella nostra città. In realtà quel documento non era affatto “di destra” perchè oltre ad alcune idee per gestire al meglio le problematiche legata alla sicurezza in città (in particolare nel centro storico e in zona stazione), c’erano una serie di proposte innovative, proposte dall’UDC, dal punto di vista della mediazione sociale, come l’istituzione del mediatore di quartiere o come le proposte per il decoro urbano, con l’affidamento di spazi pubblici alla gestione di privati, consorzi o associazioni. Insomma la richiesta da parte di SEL alla maggioranza di rivedere un documento che ha il merito, al di là della limitata applicazione, di coniugare l’esigenza di sicurezza in città, anche e soprattutto attraverso un riappropriamento della città e dei suoi spazi da parte dei cittadini, ci pare soltanto un mero escamotage per dare un senso all’esterno, ai propri elettori, di un ingresso in maggioranza, rispetto alla scelta compiuta nel 2008.

Nella seconda richiesta avanzata da SEL, si parla di spazi aggregativi per giovani, che in realtà significa assegnare direttamente gli spazi di Via A. Pisano al progetto Rebeldia. Qui le implicazioni sono più importanti. In questo caso infatti si vorrebbe ridurre il problema degli spazi aggregativi in città per giovani e meno giovani e per il mondo associativo, ad un problema di spazi che riguarda un piccolo mondo di associazionismo che però, evidentemente attraverso agganci politici, sa farsi ben sentire dal “potere”. Ecco noi ci auguriamo che l’amministrazione comunale voglia lavorare di più e meglio per promuovere e valorizzare (senza favoritismi) il variegato e ricco mondo associazionistico della nostra città: non solo quindi chi urla di più e magari occupa abusivamente gli spazi pubblici. Vorremmo anche che l’amministrazione tutelasse, ma a questo ci pensano anche le norme giuridiche, le associazioni che su quell’area hanno presentato dei progetti rispondendo proprio ad un bando pubblico di manifestazione di interesse proposto dal Comune. Manifestazione di interesse invece non presa in considerazione dalle associazioni di Rebeldia (forse perché non avevano i requisiti richiesti?).

Siccome tale associazioni ci risultano essere state escluse con risibili motivazioni tecniche (o per meglio dire burocratismi), ci pare troppo semplice avanzare ora soluzioni “politiche”, tese a superare le carenze dei requisiti da parte di Rebeldia, richieste però a tutte le altre associazioni esistenti sul territorio.
Ancora più importante poi per la città, le visioni strategiche sul suo sviluppo futuro. Su questo c’è silenzio da parte di Sel. Ci pare però che sui progetti già in cantiere e su quelli della Pisa del futuro, le forze di sinistra non siano mai state in sintonia con la maggioranza che governa la città (dal porto turistico all’Incile e al canale dei Navicelli, dal people mover all’insediamento di Ikea).

Per tutte queste motivazioni chiediamo al sindaco e alle forze di maggioranza che senso abbia questo ipotetico accordo. A maggiore ragione ora, che a livello nazionale non c’è neanche più  l’alibi di Berlusconi e della santa alleanza da costruire contro di lui. Ora che il governo Monti vede l’appoggio di tutte le forze più responsabili del Parlamento (Sel non c’è, ma probabilmente se fosse presente in Parlamento, oggi sarebbe all’opposizione insieme alla Lega Nord) quando sarà possibile anche nelle nostre realtà locali lasciare da parte vecchie logiche di alleanze? Queste  infatti rischiano solo, in una fase difficile come quella che stiamo vivendo, di mettere in discussione lo sviluppo economico della città e alcune positive scelte nelle politiche per la sicurezza, la legalità e il decoro urbano che la giunta Filippeschi, lo riconosciamo, ha provato a fare in questi anni. Signor Sindaco ne vale veramente la pena?

Carlo Lazzeroni
Segretario Comunale Unione di Centro

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