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Cascina, presentata la variante al regolamento urbanistico: "Una green revolution"

Ridotte di due terzi le aree edificabili, si punta alla riqualificazione delle aree dismesse e delle ex mostre. Potenziamento per l'area artigianale di Navacchio. L’amministrazione prevede l’adozione entro il 2013

Nuova variante al regolamento urbanistico per il Comune di Cascina. La variante, presentata in conferenza stampa dal sindaco Alessio Antonelli, inizierà il proprio iter di discussione in commissione consiliare nel mese di novembre. L’amministrazione intende poi portare la discussione in Consiglio Comunale per l’adozione entro la fine del 2013. Il sindaco ha elencato alcune delle misure più importanti previste.

Riduzione delle superfici edificabili. "La variante ridurrà di due terzi la superficie edificabile nelle zone di completamento - ha esordito Antonelli - perché si passa dai 45mila metri quadrati previsti nel vecchio regolamento ai 15mila previsti dal nuovo. Quindi non solo rispettiamo la promessa di non consumare nuovo suolo, ma andiamo a ridurne l’utilizzo per attuare quella che a noi piace chiamare 'rivoluzione verde', ovvero un nuovo modo di pensare la città, di scomporla per ricrearla più moderna e secondo il principio dello sviluppo sostenibile, che è fatto di mobilità elettrica, energie alternative, fontanelli di acqua gratuita, edifici ecoefficienti".

Privilegiare il recupero. "Sul nostro territorio - ha detto il sindaco - esistono numerose aree produttive dismesse, per esempio le ex fornaci. Noi incentiveremo il loro recupero. Daremo la possibilità di edificare sul 50% della superficie. Inoltre, se le nuove costruzioni saranno realizzate secondo i requisiti richiesti dalla certificazione Casa clima, che prevede elevati standard in termini di ridotti consumi energetici e di edilizia ecocompatibile, il Comune darà la possibilità di sfruttare un ulteriore 20% di superficie e ridurrà gli oneri del 20%. Ovviamente faremo i nostri controlli e pretenderemo che i nuovi edifici ottengano la certificazione. In caso contrario faremo pagare ai costruttori non solo gli oneri a pieno ma anche il doppio del valore di mercato del bene realizzato".  

Potenziamento dell’area artigianale di Navacchio. "Dobbiamo utilizzare al massimo le potenzialità dell’are artigianale di Navacchio, sapendo che oggi la concorrenza sui costi per le aziende è spietata. Come parte pubblica vogliamo che questa concorrenza non si riversi sui lavoratori sotto forma di stipendi più bassi o peggio di licenziamenti. Puntiamo piuttosto a fare dell’area un distretto energeticamente autosufficiente e con costi più bassi per alimentarlo. Come? Installando pannelli fotovoltaici sulla vicina discarica e sfruttando le potenzialità dell’energia geotermica del sottosuolo. Ciò permetterà alle aziende già presenti, e a quelle che vorranno insediarsi nell’area, di pagare meno le bollette energetiche e di essere più competitive".     

Le ex mostre. "La partita sulle aree delle ex mostre di Cascina la giocheremo con strumenti nuovi. Per lo spazio della ex mostra del mobilio pensiamo di spostare la sua superficie edificabile nella zona della Madonna dell’Acqua, su terreni di proprietà comunale, e al suo posto creare un “vuoto urbano” da riempire con nuove aree a verde e parcheggi alle porte della città. Per le mostre ricomprese tra la Tosco Romagnola e via della Repubblica chiederemo che ogni intervento di recupero preveda anche la riqualificazione al servizio delle nuove residenze di una porzione delle superfici recuperate". 

Cimiteri. "Amplieremo quello che in termine tecnico si chiama 'resede', ovvero l’area destinata ai servizi, dei cimiteri. Qui potranno trovare posto nuove strutture o ampliamenti senza che sia necessario approvare una nuova variante specifica per ogni intervento. Molte per esempio sono le richieste di cremazione o di un cimitero per animali". 

Ponte ciclopedonale. "Sarà inserito nel regolamento urbanistico anche il nuovo ponte ciclopedonale sull’Arno, che collegherà il comune di Cascina con quello di Vicopisano. Stiamo concorrendo per ottenere i fondi regionali necessari a realizzarlo e sarebbe bello vederlo finito entro il 2015".

Squadra low cost. "Per redigere questa variante ci avvarremo delle competenze qualificate presenti negli uffici comunali del Settore Governo del territorio. Urbanistica, ambiente, Sit, edilizia privata lavoreranno su tavoli tecnici intergrati tra loro, e non ricorreremo a costose consulenze esterne. Realizzeremo la cartografia, la revisione delle norme tecniche di attuazione, la valutazione strategica di impatto ambientale e tutto il lavoro amministrativo valorizzando il gruppo di dipendenti comunali che quotidianamente se ne occupa. Sono convinto che daremo un bell’esempio di pubblica amministrazione che funziona".

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