Martedì, 22 Giugno 2021
Politica

Vertenza lavoratori handling e security dell'aeroporto di Pisa, Fli-An: "Quante strane coincidenze"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Mentre l’amministrazione comunale di Pisa e il PD fanno finta di non vedere pur di inginocchiarsi, come sempre, ai padroni fiorentini, e sperare in qualche ricollocamento in vista della certa débâcle delle elezioni del 2018, più di 700 lavoratori vivono in un limbo, traditi da chi doveva vigilare. Ancora una volta, l’arroganza del PD e l’ignavia e la mancanza di attributi di chi amministra Pisa penalizzeranno questa città e molte famiglie, solo per favorire gli interessi di pochi oligarchi. Dopo la svendita dell’aeroporto di Pisa, si consuma adesso una nuova prepotenza questa volta sulla pelle delle persone. E se è vero che a pensar male si fa peccato, è altrettanto vero che molto spesso s’indovina. Ci sono troppe coincidenze in questa vicenda riprovevole, che porta ancora una volta sotto i riflettori la solitudine di Pisa, svenduta da un partito che ha solo pensato agli interessi dei suoi esponenti e mai a quelli dei cittadini.

Si è molto discusso, anche in Consiglio comunale, del futuro dei lavoratori. Ma forse è necessario dare uno sguardo anche al passato, per capire qual è il vero motivo per cui si è arrivati a una situazione così drammatica? Noi individuiamo nella fusione e nella trasformazione di SAT in Toscana Aeroporti Spa l’origine di un cambiamento di logica. Sin dal momento del passaggio, infatti, era ovvio e scontato che per la Toscana Aeroporti Spa (ed è bene sottolineare “Spa”…) unico obbiettivo e interesse esclusivo sarebbe stato il profitto, da perseguire attraverso l’abbattimento del costo del lavoro!

Il consigliere comunale della Meloni Filippo Bedini sottolinea alcuni aspetti: “Certo tutto questo è curioso per un’azienda che macina guadagni da record. Ma l’abbassamento dei costi dei servizi aeroportuali andrà realmente a vantaggio dell’ultimo anello della catena, cioè i passeggeri? O il vantaggio è prima di tutto delle multinazionali che gestiscono gli scali?”. Poi Bedini prosegue: “Di curioso, nella vicenda, c’è anche la tempistica. Come mai di una norma vecchia di 20 anni come quella relativa alle esternalizzazioni si richiede l’applicazione urgente solo adesso? Forse perché per 12 anni dal 2005, col bilancio sempre in attivo, la partecipazione pubblica non ha voluto abbattere il costo del lavoro e danneggiare i dipendenti? Sicuramente sì; ma poi è arrivato il Renzi-style: servilismo all’Europa e ai poteri che sostengono il suo giglio magico”.

“E non è assai curioso –affonda Bedini- che Toscana aeroporti Spa, nata dall’unificazione (voluta da Firenze) degli aeroporti di Firenze e Pisa, sia controllata per il 51% dalla multinazionale Corporacion America, che con la sua filiazione Corporacion America Italia s.r.l. è finanziatrice della fondazione “Open” di Matteo Renzi con una donazione totale di 75mila euro. E non è ancora più curioso che alla Presidenza della società di gestione degli aeroporti Toscani, Renzi abbia lasciato Marco Carrai, suo uomo di fiducia e per di più consigliere di Open? Se i presupposti sono questi, temo che questo dramma dei lavoratori dell’handling e della security sia soltanto la prima di gravi conseguenze che il passaggio sopra descritto porterà… Non è, invece, curioso, ma anzi è una naturale conseguenza quello che accade oggi, e che si configura come uno scellerato attacco ai livelli occupazionali del territorio pisano e non solo. Ed è una naturale, e prevedibile, conseguenza anche il fatto che oggi la politica locale non possa fare più quasi niente, nemmeno accedere agli atti del cda o conoscere nel dettaglio le sue deliberazioni, pur avendo al suo interno un proprio rappresentante”.

“Si deve sapere –conclude Bedini- che la posta in gioco è altissima, perché l’operazione che Toscana Aeroporti Spa vuol fare condannerà oltre 700 lavoratori pisani e fiorentini, e le relative famiglie, alla marginalità sociale: si tratta per lo più di lavoratori dai 35 anni in su che, una volta scaricati dalla società, avrebbero l’unica speranza di essere riassunti da una cooperativa o da una delle società di handling e security private, ma in ogni modo con un conseguente cambio di contratto, che li porterà nella migliore delle ipotesi da un contratto collettivo trasporti a uno delle società multiservizi, con il passaggio dall’art. 18 all’insicurezza del Jobs Act renziano. A tutto questo seguirà anche la perdita degli integrativi conseguiti negli anni e dell’anzianità di servizio maturata. La colpa, come si sa, morì fanciulla. Ma in politica l’individuazione delle responsabilità è operazione preliminare fondamentale per arrivare alla verità dei fatti e per poter coerentemente perseguire la giustizia sociale. E in questa vicenda le responsabilità politiche sono quanto mai chiare e appartengono tutte al PD, che negli ultimi anni ha scelto di abbandonare la tutela dei lavoratori per scodinzolare attorno ai poteri forti del capitalismo di sfruttamento”. Il 21 novembre sarà sciopero, e Fratelli d’Italia – AN sarà al fianco dei lavoratori per sostenere la causa della loro protesta.

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