Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Villa Madrè: mai presentata la SCIA. Il Comune e Apes hanno fatto un contratto su qualcosa di 'non esistente'

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Riteniamo che l’amministrazione comunale e l'Apes sulla vicenda di Villa Madrè debbano al consiglio comunale e a tutta la città numerosi chiarimenti. Infatti non solo è stato siglato un contratto con un soggetto privato sprecando decine di migliaia di euro per affittare una struttura che per mesi è rimasta vuota, ma come risulta da un parere del Segretario generale del Comune di Pisa pervenuto il 4 agosto, quel contratto, siglato quattro mesi prima, non poteva essere stipulato. Scrive infatti il Segretario generale a più riprese che “non sussistono i presupposti e le condizioni legittimanti la stipula del contratto e ne suggerisco, di conseguenza, la risoluzione consensuale o la dichiarazione, in via giudiziale, di nullità per illiceità (se non addirittura inesistenza) della causa (questo ultimo aspetto, però, andrebbe maggiormente approfondito)”.
Il Segretario generale inoltre evidenzia altri due aspetti su cui l’amministrazione comunale ed Apes dovrebbero fare chiarezza. Infatti la dottoressa Nobile scrive: “E, in ogni caso, la ricerca degli imprenditori disponibili a sottoscrivere tali tipologie contrattuali avrebbe dovuto essere praticata mediante una procedura comparativa tra più soggetti interessati”. In altre parole perché non si è proceduto ad una ricognizione pubblica tra tutti i soggetti potenzialmente interessati ad una simile possibilità? Vorremmo ricordare che nell'Ottobre 2013 il consiglio comunale ha approvato, con il nostro voto contrario, una modifica al Regolamento dell'Agenzia Casa con la quale si prevedeva che anche strutture ricettive potessero essere tra le soluzioni abitative utilizzabili, prima escluse.

Nel parere del Segretario generale emerge inoltre un terzo aspetto su cui necessitano chiarimenti. Si legge, infatti, nel documento: “La struttura ricettiva RTA di viale delle Cascine non può dirsi esistente, in quanto, non avendo mai presentato la segnalazione certificata di inizio di attività prevista dalla normativa statale e regionale in materia di strutture ricettive (articolo 34 legge regionale n. 42/2000 – Testo Unico delle leggi regionali in materia di turismo), non è mai stata attivata e non risulta avere mai funzionato (se lo ha fatto, si è trattato di un esercizio abusivo)”.

Come è possibile allora che sia stato firmato questo contratto? Come è possibile che si siano fatte convenzioni con l’Azienda per il Diritto allo Studio e la Società della Salute a partire da questo contratto? Come è possibile che questo parere sia arrivato solo in questi giorni quando da mesi questa vicenda è all’attenzione pubblica? Ci attendiamo dei chiarimenti e delle risposte da parte della giunta e del presidente di Apes.

Con superficialità e facile populismo l'Assessora Zambito si chiede come fa partito di sinistra come Rifondazione Comunista a “opporsi a un progetto che toglie famiglie dalla strada”. La nostra coalizione è sempre al fianco degli sfrattati, degli inquilini, delle tante famiglie italiane e straniere che perdono la casa, di chi come gli studenti viene strozzato da affitti altissimi e spesso al nero.

Per noi l'emergenza abitativa e il diritto alla casa sono una priorità assoluta per la nostra città, dove decine di palazzinari lasciano volutamente sfitte centinaia di immobili per drogare il mercato immobiliare.

Proprio perchè di sinistra rivendichiamo però la trasparenza, la garanzia che certe operazioni siano davvero nell'interesse di coloro che sono privi di diritti e non tese invece a favorire impresari o grandi proprietari. Come coalizione sinistra inoltre, non ci permetteremo mai sicuramente di usare in modo strumentale famiglie in difficoltà, allo scopo di occultare le gravi criticità che emergono nell'operazione di Villa Madrè.

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