Mercoledì, 22 Settembre 2021
Salute

Come proteggere la vista: i consigli dell'oculista

Negli ultimi 20 anni raddoppiato il numero di ragazzi affetti da miopia: incide molto l'uso prolungato di smartphone, tablet e in generale l'aumento delle ore davanti gli schermi

Oggi più che mai, a partire dalla tenera età, i nostri occhi sono sottoposti all’esposizione continua a schermi artificiali rappresentati da smartphone, tablet, videogiochi o computer tradizionali. Una condizione innaturale, che non può non avere conseguenze, nel lungo periodo, sulla salute degli occhi anche perché l’esposizione a queste fonti di luce artificiale è ormai continua, salvo le pause notturne. E probabilmente non bastano gli accorgimenti rappresentati da occhiali da riposo con lenti antiriflesso.

Il dottor Guglielmo Pellegrini, direttore della Sezione dipartimentale di Chirurgia oftalmica dell’Aoup, spiega alcuni consigli: "Effettivamente la salute dei nostri occhi oggi è a rischio. A partire dalla fine anni degli anni ‘80, inizi anni ‘90 del secolo scorso, cominciavano a diffondersi i primi studi sugli accorgimenti da adottare per proteggere gli occhi di chi era esposto, negli uffici, ai videoterminali. Una categoria ristretta perché le altre professioni ne erano esenti. Oggi - prosegue l’oculista - escludendo i lavori manuali, quasi tutte le professioni comportano l’utilizzo continuo del pc e, soprattutto, il tempo libero ormai è monopolizzato dai tablet e dagli smartphone. Anche i ‘nativi digitali’, bambini di pochissimi anni, usano dalla mattina alla sera il cellulare dei genitori. Un fenomeno inarrestabile, di fronte al quale occorre prendere provvedimenti".

"Recenti studi scientifici - entra nel dettaglio il medico - hanno messo in relazione l’aumento di incidenza della miopia tra i giovani con l’eccessivo uso di tablet, cellulari, videogiochi e computer. Negli ultimi venti anni il numero di ragazzi miopi è raddoppiato e la tendenza è in aumento. E' stimato che, nei prossimi 10 anni, il numero di pazienti con disturbi visivi potrebbe sfiorare i 2,5 miliardi mentre, nel 2050, potrebbe essere affetta da miopia metà della popolazione mondiale (quasi 5 miliardi di persone)".

"Un report del 2015 dell’Oms-Organizzazione mondiale della sanità collegava la miopia al ridotto tempo passato all’aria aperta rispetto ad attività al chiuso come lettura, studio e utilizzo degli schermi. Tempo fa la morte in Cina di un 17enne dopo una maratona di 40 ore incollato a un videogame da smartphone aveva suscitato scalpore e non poche polemiche. E’ senz’altro da raccomandare per un ragazzino, quindi, una prudente riduzione del tempo applicato alla visione per vicino, stimolandolo a trascorrere più tempo all’aria aperta. Fare attività fisica non eliminerà certo gli occhiali, ma potrebbe prevenire importanti difetti visivi che insorgono con l'età".

Altre ricerche e consigli: "Uno studio effettuato su oltre 40mila persone per 6 anni ha dimostrato che fare attività fisica all’aria aperta riduce il rischio di cataratta, sembrerebbe prevenire la degenerazione maculare della retina, delle degenerazioni della vista legate al diabete ed il rischio di malattie retiniche legate alla cattiva circolazione sanguigna. Fondamentali poi sono una corretta alimentazione ricca di vitamine e antiossidanti: importante assumere carote, peperoni rossi, spinaci, broccoli, cavoli e frutta rossa o arancione che proteggono la retina dalla degenerazione legata all'età e da altre malattie che possono compromettere la vista. E’ sempre da ricordare che la salute dei nostri occhi è molto importante, e non dovrebbe mai essere sottovalutata. Non accusare sintomi legati a difetti visivi, quindi, non è una buona scusa per non sottoporsi mai a una visita approfondita, in particolare nei bambini in età scolare. In effetti, i bambini molto piccoli non riescono a individuare i sintomi di una miopia o di altri difetti visivi ed ecco perché è buona norma effettuare delle visite di controllo periodiche, a partire dai 2-3 anni". 

Dai piccoli ai grandi: "Quando si cresce, invece, si è più consapevoli di eventuali difficoltà a leggere da lontano, oppure si possono manifestare sintomi legati a un difetto visivo, dal semplice mal di testa al bruciore. L’importante è non sottovalutarli, giustificando sempre tutto con la stanchezza. Insomma - conclude il dottor Pellegrini - il nostro consiglio è di effettuare delle visite oculistiche di controllo anche se non si accusano sintomi particolari, in modo da escludere la necessità di un intervento correttivo e salvaguardare la salute oculare. La prevenzione è spesso, come sempre si dice, la migliore medicina".

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