Risorgi Monte Pisano! 365 giorni dopo la distruzione, la vita torna a fare capolino in mezzo alla cenere

Il 24 settembre 2018 l'inizio di un rogo che ha lasciato una cicatrice inguaribile sul volto dei nostri monti e in tutti i cuori. Ma la vita è sempre più forte della distruzione

365 giorni di speranza, ricostruzione, orgoglio, solidarietà. Un anno nel quale, dopo lo choc iniziale di chi fra le fiamme ha perso tutto, si sono susseguiti aiuti su aiuti - molti dei quali volontaristici e spontanei - per ridare vita alla superficie ferita quasi mortalmente del Monte Pisano. Era la tarda serata del 24 settembre 2018 quando dalla zona boscosa di San Bernardo, fra i centri di Calci e Montemagno, è partita la fiamma che ha sprigionato la furia del più vasto incendio che abbia mai colpito le alture che incorniciano la piana pisana. 

Un vero e proprio inferno sulla terra che ha devastato lo skyline del Monte Pisano per tre giorni, con gli ultimi focolai spenti dai corpi delle forze dell'ordine, dei Vigili del Fuoco, dell'Esercito e della Protezione Civile soltanto nella giornata del 27 settembre. Su tutti i maggiori organi di informazione nazionale si sono susseguite le scene di distruzione e disperazione lasciate dal passaggio furioso delle fiamme: case rase al suolo dall'incendio, ulivi completamente bruciati, arnie e sciami di api polverizzati dal calore insopportabile. Circa 1.400 ettari sono andati perduti in quelle notti illuminate a giorno dal rogo, con l'aria resa irrespirabile fino a Navacchio a causa del fumo densissimo sprigionato dalla combustione di tutto quello che si trovava sul monte al momento del passaggio dell'incendio.

Lo sforzo per la ricostruzione delle zone colpite dalla sciagura ha coinvolto tutti: dalle amministrazioni comunali di Calci, Cascina, Vicopisano e Pisa (le zone maggiormente interessate dalle fiamme), passando per i gesti solidaristici di privati cittadini, fino all'organizzazione di eventi sportivi il cui incasso è stato interamente devoluto alla messa in sicurezza delle pendici del Monte Pisano. Come il Pisa Sporting Club, coinvolto suo malgrado nella discutibile decisione della Lega Pro e dell'Arezzo di far disputare la gara di campionato con la società amaranto, il 25 settembre, nonostante il cielo sopra l'Arena Garibaldi fosse oscurato dalla colonna di fumo proveniente dal monte. La società nerazzurra, insieme all'Associazione Cento, decise di mettere all'asta tutte le maglie indossate dai calciatori quella sera e devolvere gli incassi ottenuti alla ricostruzione delle zone colpite dal rogo. Un'iniziativa ripetuta anche con l'allenamento congiunto organizzato ad ottobre sul campo dell'Asd Calci proprio con la società del paese, e triplicata nella sfida con il Siena del 19 gennaio: le maglie con il logo del Monte Pisano al posto dello sponsor vennero tutte messe all'asta per raccogliere ulteriori fondi da destinare al Monte Pisano. La gara di solidarietà e vicinanza ai nostri monti è continuata anche sui social, dove costantemente il sindaco di Calci Ghimenti, seguito dai corrispettivi degli altri comuni colpiti dall'incendio, ha aggiornato circa lo stato dei lavori di messa in sicurezza e ricostruzione delle pendici. Gesti condivisi e riproposti anche dagli utenti dei vari gruppi di Facebook, nei quali sono state postate centinaia e centinaia di fotografie scattate dai luoghi della distruzione.

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Il cerchio della vita però è sempre più forte della morte, la natura insegna che da tutte le tragedie parte un sentiero che porta alla rinascita. A distanza di un anno da quella nefasta nottata, Massimiliano Ghimenti sul suo profilo Facebook ha pubblicato una foto in cui è immortalato il panorama del Monte Pisano: il nero della cenere e della distruzione sta lasciando il passo al verde brillante del nuovo sottobosco, capace di bucare la coltre morta lasciata dalle fiamme e ridare così ulteriore vigore alla speranza del ritorno alla vita.

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