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Giuseppe Mazzini: uno dei padri della patria a Pisa

Il politico e filosofo genovese, dopo aver infiammato l'Italia e l'Europa con le sue idee, riparò a Pisa per trascorrere da latitante gli ultimi anni della sua vita

"La patria è la casa dell'uomo, non dello schiavo".

Con queste parole si rivolgeva ai giovani d'Italia, nell'omonima opera del 1859, Giuseppe Mazzini. Politico, filosofo, patriota, da ultimo anche ricercato dalla giustizia del neonato stato italiano: uno dei personaggi storici più importanti del periodo preunitario riassume in sé tutte queste sfumature. Ed il filo che lo lega alla città di Pisa è molto forte: Mazzini infatti trascorse in riva all'Arno gli ultimi giorni della sua vita burrascosa.

1. Cospirazionista ed ispiratore

Dopo aver tentato la carriera di medico e di giurista, negli anni '20 dell'800 si avvicinò alle idee indipendentiste, sostenendo la liberazione dell'Italia dal giogo del dominio delle potenze straniere. Entrato a far parte della Carboneria, nel 1831 ideò il programma del movimento politico della Giovine Italia, che aveva come obiettivo l'unione dei popoli italiani in una repubblica. Questo progetto portò ad una prima condanna a morte, alla quale Mazzini sfuggì rifugiandosi a Londra.

Restò nella capitale britannica sino al 1868, con una sola brevissima pausa nel 1849, e qui attirò attorno a sé una cerchia di esuli patrioti italiani. Nel corso del suo soggiorno inglese partorì numerosi progetti politici. Uno dei più famosi è sicuramente la Giovine Europa, che nel programma del politico italiano avrebbe dovuto rappresentare la nascita degli Stati Uniti d'Europa. Nel 1849 inoltre Mazzini rientrò per circa un anno in Italia per prendere parte ai moti indipendentisti, ponendosi a capo della Repubblica Romana. Sconfitto militarmente, fece ritorno in Gran Bretagna e da lì osservò la crescita prepotente del sentimento nazionalista coagulato attorno alla figura di Camillo Benso conte di Cavour e della casata dei Savoia.

Dopo l'Unità sul patriota genovese pendevano ancora due condanne a morte, che non gli impedirono di essere eletto come deputato nel neonato Parlamento. Mazzini rifiutò però la carica pur potendo godere di un'amnistia, ma fece comunque ritorno in Italia nel 1868. Dopo aver ordito dei piani per la presa dello Stato Pontificio, venne nuovamente arrestato ed esiliato nel 1871. L'anno dopo riuscì a rientrare nei confini nazionali sotto falso nome, installandosi proprio a Pisa.

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