Giovedì, 23 Settembre 2021
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San Ranieri: dalla sregolatezza alla fede. La storia del santo patrono della città

Gli anni dei folli divertimenti. La conversione, il periodo in Terra Santa ed il ritorno a Pisa. E poi ancora il culto, la Luminara e le leggende. La storia di San Ranieri è tutta da scoprire

Pisa, si sa, racchiude dentro di sé una doppia anima. Quella altera, austera e nobile del grande trascorso da Repubblica marinara, con una delle università più antiche e prestigiose d'Italia, corredata da un patrimonio artistico straordinariamente vasto per una città di modeste dimensioni. E poi c'è quella scanzonata, allegra, a tratti provocatoria, capace di strappare una risata anche nei momenti più tesi e delicati.

Una doppia anima che si ritrova anche nella storia e nelle celebrazioni dedicate al santo patrono della città: San Ranieri. E anche nella scelta della figura a cui affidare la propria protezione, i pisani non hanno mancato di scegliere grazie al mix di austerità e canzoneria.

1. Gioventù dissoluta

Ranieri Scacceri nacque a Pisa nel 1118 da Mingarda Buzzacherini e Gandolfo Scacceri, che aveva saputo affermarsi come uno dei mercanti più ricchi e potenti della città. I genitori immaginavano per il loro unico figlio un futuro radioso, protagonista nelle sorti del dominio commerciale pisano sul Mediterraneo. Ranieri però non era dello stesso avviso. Nonostante Mingarda e Gandolfo lo avessero affiancato a don Enrico di San Martino in Kinzica (uno dei quartieri più antichi della città, situato dove oggi sorge la parte di Mezzogiorno), il figlio di buona famiglia agli studi preferiva la musica, il canto e i divertimenti.

Ranieri divenne un abile suonatore della 'ghironda', uno strumento musicale oggi scomparso, che ricordava l'odierno violino: una ruota ricoperta di pece, azionata da una manovella, produceva il suono sfregando le corde, la cui altezza variava grazie ad alcuni tasti che si trovavano sul corpo dello strumento. Ranieri - come ci ricorda il suo biografo ufficiale, Benincasa, canonico e suo devoto discepolo dopo la conversione alla vita religiosa - amava bighellonare per le strade e i vicoli di Pisa con gli amici, arrivando spesso a non rientrare neanche a casa per la notte.

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