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Torre di Pisa, la provocazione sull'Internazionale: "Raddrizzarla o lasciarla cadere". Tolaini (M5S): "Parole che ignorano la storia dell'arte italiana"

"Il suo fascino risiede nel gusto del rischio", ha affermato lo storico Daniel Snowman. Immediata la reazione del consigliere comunale: "La Torre simbolo di conservazione e restauro"

Il monumento della Torre di Pisa "dovrebbe essere raddrizzato o lasciato cadere", perché "tenerlo in piedi artificialmente ne altera l'autenticità storica". Questo quanto affermato dallo storico Daniel Snowman in un articolo pubblicato sul settimanale Internazionale dello scorso 27 maggio uscito su On History. Il saggista, dopo aver ripercorso la storia che ha portato alla progettazione della Torre evidenziandone l'errore di valutazione compiuto da coloro che provvidero alla sua costruzione ("I responsabili capirono che il terreno alluvionale su cui poggiavano gli edifici era morbido e instabile, e che la grande massa cava e sempre più alta della torre la spingeva a inclinarsi, rischiando di crollare"), ha sostenuto che la fortuna del monumento, che attira ogni anno migliaia e migliaia di turisti da ogni parte nel mondo, risieda nel "brivido" legato ad un rischio crollo: "Nessuno pagherebbe per salire sulle montagne russe se fosse eliminato il senso del pericolo. Allo stesso modo, la Torre di Pisa perderebbe la sua speciale attrattiva se fosse raddrizzata", ha commentato Snowman.

Tolaini (M5S): "L'autore non conosce la storia dell'arte italiana"

Parole, quelle di Snowman, che hanno suscitato la reazione del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Alessandro Tolaini, di professione architetto: "L'autore dell'articolo pubblicato su L'internazionale sulla Torre di Pisa - scrive Tolaini - ha una visione molto particolare dell'architettura storica del nostro paese, ma soprattutto non ha assolutamente idea del valore dei monumenti italiani che sono stati oggetto di conservazione e restauro, di consolidamenti capaci, come nel caso della Torre di Pisa, di garantirne la durata nel tempo evitando il deperimento dell'opera. L'italia, con i suoi storici dell'arte e grazie a tecnici preparatissimi hanno fatto scuola nel mondo salvando monumenti dall'incuria e dal deperimento. Arrivare ad affermare che la Torre di Pisa attira ogni anno milioni di visitatori solo per il gusto del rischio (salire su qualcosa che secondo lui puo' crollare da un momento all'altro) è la dimostrazione che non ha studiato la storia dell'arte italiana, trasformando un capolavoro unico nel mondo in luna park".

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