'I ragazzi pisani' conquistano la Swisspeak: primi dopo 314 chilometri di corsa fra le montagne del Canton Vallese

Nuova impresa di Marcello Villani e Francesco Saviozzi, i due sangiulianesi che hanno vinto la dura gara in Svizzera: "Abbiamo dormito 7 ore in 5 giorni"

Villani e Saviozzi sul podio, sotto le foto scattate durante il viaggio

Nuova impresa, e questa volta perfino sul fronte competitivo, per la coppia Marcello Villani e Francesco Saviozzi, i due sangiulianesi appassionati di corsa e innamorati della montagna. La nuova sfida, vinta su tutta la linea con il primo posto raggiunto, è stata la Swisspeak 360, una delle più note gare ultra-trial d'Europa. La coppia d'acciaio ha percorso 314 chilometri fra i picchi e le valli del Cantone Vallese della Svizzera in 5 giorni. "Abbiamo dormito 7 ore - sintetizza Marcello - praticamente corri sempre, facendo il minimo indispensabile per.. beh, per non morire" ironizza. Ma nemmeno troppo.

Ad essere importante e ricercata in questo tipo di gare è l'esperienza, quasi mistica, che si vive nel nulla dei paesaggi naturali, bellissimi. La sofferenza del fisico un elemento da superare, da trascendere, per conoscere se stessi. Nemmeno la partenza è stata facile: "Il Covid ha fatto cancellare molte gare, quindi i partecipanti erano di base meno allenati. Noi poi siamo venuti dai 30 gradi di Pisa ed abbiamo trovato i -6 della partenza, un freddo a cui non eravamo abituati". Mettiamoci anche un mal di stomaco e l'inizio shock è servito. 

Si susseguono le giornate e le notti di corsa, fra le 'basi vita' e i ristori, le telefonate che rincuorano, le gioie e i dolori, come nella vita. E chi ti sta accanto ti può dare forza, anche senza dire niente. "Mai una volta ho pensato all'opzione ritiro - dice Marcello - spesso ho avuto voglia di stare per conto mio, sia per il forte dolore alla pancia che per il senso di inadeguatezza che ti assale in quei casi. Franco, il solito toro muscoloso e vigoroso, sapeva che non stavo bene, ma non si è agitato. Io non avrei mollato fino a che avrei potuto mettere un piede davanti all'altro. Andavamo piano, ma le crisi si superano. E lui stesso aveva bisogno dei suoi spazi. 'Come in un matrimonio', dice".

E così si è andati avanti, nella 'solita' esperienza di corsa, ma poi dopo una chiamata scatta il cambio di prospettiva: "La mia compagna - racconta Marcello - mi dice al telefono che siamo terzi, davanti a noi, vicina, la coppia francese. Ci siamo detti 'andiamo a prenderli'. E così abbiamo affrettato il passo. Una volta superati ci hanno detto che la coppia belga era troppo lontana, così ci siamo gestiti per conservare il secondo posto. All'arrivo eravamo troppo frastornati per capire, poi il giorno dopo alla premiazione si avvicina lo speaker che ci spiega: 'allora vi chiamo per ultimi, visto che siete i vincitori'. Abbiamo realizzato così di essere arrivati primi". La coppia belga si era ritirata prima di metà gara.

Il primo posto sul podio "è stata un'emozione indescrivibile" conclude il racconto Marcello, "ma so anche che è stato un caso. Fare effettivamente la gara è stato diverso dal solito e divertente, ma la corsa, il piacere della montagna, resta un'esperienza personale prima che competitiva". Quindi niente prospettiva 'da professionisti', ma fermi 'i due ragazzi pisani', come li ha chiamati lo speaker, non ci sanno stare: "Le gare sono congelate per il Covid, ma sì, troveremo sicuramente qualcosa da fare".

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